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Più di tremila persone in corteo per la metro di Torino: “Subito la tratta verso Rivoli”

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Oltre 3 mila persone in corteo lungo corso Francia per chiedere «di finire subito il prolungamento della metropolitana verso Rivoli». I cantieri per la Linea 1 della metropolitana, qui, sono iniziati nel 2019. E dopo aver già accumulato anni di ritardi, non sono ancora finiti. A luglio la ditta Ici, incaricata dell’opera, ha iniziato la procedura di fallimento, bloccando del tutto il cantiere. E ora il territorio chiede a gran voce a Roma di «sbloccare i finanziamenti necessari». Sono 70 milioni, 30 per i lavori e 40 per i sistemi tecnici, a cui ne andranno aggiunti poi oltre 120 per i treni che viaggeranno lungo tutta la futura tratta Cascine Vica-Bengasi. E il corteo chiede a Roma «di metterli subito in finanziaria».

C’è il campo largo, assente il centrodestra

In prima fila ci sono i sindaci di Torino e della cintura Ovest. Dietro di loro tutto il campo largo, dal Pd ad Avs, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Azione, con commercianti, residenti, sindacati e associazioni di categoria, scortati in fondo alla catena persino dai trattori della Coldiretti. Manca solo il centrodestra alla manifestazione che chiede «al loro governo di prevedere subito, nella prossima finanziaria, i 70 milioni di euro che servono per far ripartire i lavori».

I cartelli “No Tav, Sì Metro”, le posizioni di Avs e 5 Stelle e il richiamo del sindaco

«Non è il momento delle divisioni politiche», dicono tutti i promotori dell’iniziativa e i parlamentari come Giorgis (Pd) e Grimaldi (Avs). Anche se prima la consigliera regionale di Avs Alice Ravinale e poi la collega del M5S Sarah Disabato, richiamando anche qualche cartello “Sì Metro, No Tav” presente in corteo, fanno notare: «Non si trovano i finanziamenti per la metropolitana mentre ci sono centinaia di milioni di euro bloccati sulla tratta nazionale dell’Alta Velocità Torino-Lione». Un’opera «inutile», dice Disabato, mentre Ravinale sostiene che «serve un confronto». Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, nel comizio finale, richiamerà il tema: il trasporto pubblico locale è «fondamentale come lo è togliere auto e tir dalle autostrade. Non serve mai mettere in contrapposizione le opere». Una stoccata verso i No Tav: «Servono più treni, più metro, più trasporti sostenibili».

I commercianti di corso Francia: «Finita la metro ci sarà da ricostruire l’economia»

Ma lo spirito dell’iniziativa resta «istituzionale», dicono i sindaci promotori, e «la Tav non c’entra nulla». La protesta è rivolta semmai verso il governo per sbloccare i fondi. Lungo la parata di 3,4 chilometri, che ripercorre il tracciato della futura metro, parlano in tanti. Manuela Crescenzo è tra le lavoratrici del cantiere rimaste senza lavoro: «Da marzo non abbiamo più preso lo stipendio. Abbiamo lavorato anche senza essere pagati, ma non è servito a nulla». Francesca Banzelli, commerciante di corso Francia, denuncia «una situazione insostenibile che viviamo ormai da anni senza neanche un ristoro. Finita la metro, sarà da ricostruire l’economia del territorio».

La passeggiata attraversa le quattro future fermate

Il corteo attraversa tutte le future fermate: Certosa, Collegno Centro, Leumann e Cascine Vica. Dovevano essere operative dal 2023. Non lo saranno per altri anni. Pochi, sperano tutti, con Infra.To, società che gestisce l’infrastruttura della metro e quindi i lavori, che ribadisce fiduciosa: «Ci sono imprese nella graduatoria del 2019 pronte a subentrare nei lavori, ma servono i 70 milioni di euro da Roma», ha detto il presidente Bernardino Chiaia.

I sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli: «Prevederli subito nella legge di Bilancio»

Ai giardini Falcone arriva il comizio finale. Per il sindaco di Collegno Matteo Cavallone «va inserito subito nella legge di Bilancio 2027, è una cifra ridicola per il bilancio di uno Stato. Ci sono più di mille famiglie di commercianti e 20 mila persone che vivono di fronte a un cantiere». Alessandro Errigo, sindaco di Rivoli, parla di «cifre da trovare per un trasporto pubblico locale degno per tutti». E aggiunge: «Vogliamo che in futuro arrivi fino in centro a Rivoli, non solo fino a Cascine Vica». Emanuele Gaito, sindaco di Grugliasco, aggiunge: «Lo spirito di questa piazza è quello di essere uniti, non divisi», in riferimento anche agli attacchi ricevuti dal centrodestra, con la Lega che ha precisato: «Anziché le parole, preferiamo lavorare col governo per trovare i fondi».

Lo Russo garantisce: «Con 70 milioni si finisce subito»

Lo Russo, in chiusura, garantisce: «Il presidente di Infra.To Bernardino Chiaia me lo ha garantito: arrivati i 70 milioni di euro, i cantieri partono e finiscono immediatamente». Settanta milioni di euro: «C’è chi li investe nel costo del cartellino di un calciatore di Serie A», aggiunge il primo cittadino. «Qui cambierebbero la vita di centinaia di migliaia di persone».

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