Pugni, calci e prese sul ring. A Singapore robot umanoidi controllati a distanza da combattenti umani si sono sfidati nel primo torneo locale dell’Avatar Robot Combat. In gara i Unitree G1, alti 1,32 metri e pesanti 35 chili, e gli EngineAI T800, fino a 1,73 metri e 75 chili nella configurazione impiegata. I piloti guidano ogni movimento anche attraverso tute aptiche: tra il gesto umano e quello della macchina resta un ritardo che può arrivare a circa mezzo secondo. Non è quindi un duello tra intelligenze artificiali: secondo gli organizzatori, il combattimento serve anche come stress test per verificare velocità, potenza e resistenza di robot umanoidi destinati a impieghi reali.
Reuters
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