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Gp Singapore: trionfo Verstappen su Leclerc, Antonelli ha il primo match-point per il titolo

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A parte Madrid, che ha debuttato un mese fa, gli mancava solo questa. Max Verstappen non aveva mai vinto a Singapore, un vuoto nella sua bacheca che in questo weekend il quattro volte campione del mondo ha brillantemente colmato prendendosi tutto quel che c’era da prendersi: pole della Sprint, gara corta, pole bis ieri e adesso la vittoria che aspettava. «Mi interessa quella della domenica», aveva detto appena finite le qualifiche. Un avvertimento a chi gli partiva accanto, quel Charles Leclerc che ci ha provato, a infilarlo alla prima staccata, ma poi ha dovuto alzare il piede per evitare uno scontro che sarebbe diventato inevitabile. È il metodo Verstappen, o passo io o non passa nessuno, da applicare soprattutto in casi come questo, quando la posizione alla prima curva vale tre quarti di successo. Difesa la leadership dall’attacco della Ferrari numero 16, che l’aveva affiancato all’interno sul rettilineo, per Verstappen il più era fatto: la 73ª vittoria della carriera, seconda consecutiva e stagionale dopo quella di sette giorni fa in Malesia, è stata un minimo in discussione soltanto negli ultimi giri, quando Leclerc con pneumatici soft più freschi (montati sfruttando la virtual safety-car al 39° passaggio) ha provato una rimonta che sarebbe stata clamorosa. E infatti ben presto si è capito che non sarebbe riuscita.

GP SINGAPORE, LA CRONACA

Russell non va oltre il 9° posto

Alle loro spalle, Kimi Antonelli è stato ancora una volta straordinario, dopo aver vissuto una gara di grande sofferenza nel traffico, alle prese con problemi di temperature, al punto da dover alzare spesso una mano lungo i rettilinei per trovare refrigerio. Ma quando nel finale (54° giro) si è ritrovato dietro a Lando Norris e a Lewis Hamilton, ha sfruttato il duello tra i due britannici e un’esitazione di Lando per infilarlo, quindi grazie a gomme più fresche ha superato anche il sette volte campione del mondo conquistando il podio, il 17° personale, come Alberto Ascari, ultimo italiano campione del mondo. Un bellissimo podio, perché accoppiato al risultato di George Russell – partiva in coda, non è stato in grado di risalire oltre la 9ª posizione -, significa che il Mondiale è adesso distante una sola gara. Con 102 punti di vantaggio sul compagno di squadra, Kimi potrebbe essere già campione il 25 ottobre al termine della prossima gara ad Austin: lo sarà se vincerà il Gp e Russell non sarà più di 9°, come oggi. Altrimenti sarà per la gara successiva, in ogni caso è solo questione di tempo. «È stata una gara difficile – ha raccontato Kimi -, bello sfruttare la lotta tra mi chi precedeva. Alla prossima gara posso essere campione del mondo? Sicuro? Davvero? Beh, ora non è il caso di preoccuparsi troppo di questo, cerchiamo di fare il miglior weekend possibile per completare l’opera», ha scherzato Antonelli con Jenson Button (campione 2009) che lo stava intervistando.

Lewis: “Vi ho deluso con la strategia”

Hamilton si è dovuto accontentare del 6° posto, superato poi anche da entrambe le McLaren, pagando la scelta di non effettuare il secondo pit-stop in regime di virtual safety-car, quando Lance Stroll ha parcheggiato la propria Aston Martin bloccata da problemi al cambio. Lewis però non è entrato ai box alle spalle di Leclerc, probabilmente per una sua scelta (il team lo aveva richiamato), con il risultato di crollare negli ultimi chilometri: «Vi ho deluso con la strategia oggi», la sua ammissione via radio al traguardo. Verstappen intanto si gode il successo sul 27° circuito diverso, avvicinando il record (31) che è proprio di Hamilton: «Ci è voluto un bel po’ per vincere a Singapore – commenta l’olandese -, ma oggi è andato tutto bene. Per fortuna oggi la partenza è stata sufficiente per stare davanti. Le ultime gare sono state ottime, abbiamo una grande motivazione per finire bene la stagione e portare a casa altri risultati». Leclerc, accanto a lui, regala alla Ferrari il secondo podio di fila. Il massimo raggiungibile: «Ci ho creduto fino alla fine – il commento del monegasco -, non credo che ci fosse molto più da fare oggi. Forse potevo essere un minimo più aggressivo al via».

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