Home Business Dall’Alaska alla Cina senza mai fermarsi: nasce la mappa mondiale degli animali...

Dall’Alaska alla Cina senza mai fermarsi: nasce la mappa mondiale degli animali in viaggio

0
2

TORINO. Nel 1822 fu avvistata una cicogna con una freccia piantata nel collo: l’aveva trafitta in Africa. Fu la prima prova delle migrazioni degli uccelli. Due secoli dopo, quei viaggi finiranno su una mappa globale. Entro un anno sarà completato, anche grazie alle nuove tecnologie, un Atlante mondiale delle migrazioni animali, con migliaia di rotte in mare, in terra e in cielo per centinaia di specie. Sarà un portale online e avrà tre compiti: armonizzare le norme dei Paesi attraversati, individuare i fattori di rischio, dalle infrastrutture energetiche ai trasporti, e geolocalizzare i territori più ospitali, a partire da aree protette e habitat integri.

La sfida è partita da Vasto con un congresso internazionale, il primo del genere. Vi hanno partecipato una trentina di esperti, sotto l’egida della Convenzione Onu sulle specie migratrici (Cms), firmata nel 1979. Lo hanno organizzato la Bio Cantina Sociale Orsogna e la cooperativa Cogecstre di Penne, in accordo con il Programma Onu per l’Ambiente (Unep).

Dagmar Zíková, del segretariato Cms, è intervenuta a Palazzo d’Avalos. «Da quando la Convenzione fu sottoscritta – ha detto – gli animali migratori si sono confrontati con problemi molto gravi: la perdita degli habitat, i mutamenti climatici che impattano sulle loro possibilità di alimentarsi, l’influenza aviaria».

Franz Bairlein, del Vogelwarte Helgoland di Wilhelmshaven, ha raccontato viaggi incredibili. La pittima minore sorvola l’oceano per otto giorni senza sosta dall’Alaska, prima di ripartire verso il Fiume Giallo. La sterna artica nidifica all’estremo nord e sverna in Antartide. «Ma negli ultimi 40 anni – avverte – abbiamo perso il 40% delle tortore e circa l’80% dei cuculi».

Il nuovo Atlante integrerà le mappature già esistenti. Una è l’Atlante euro-africano citato dall’ornitologo Fernando Spina, consigliere Cms: 113 anni di studi e oltre 40 milioni di dati su 300 specie. «Per le decisioni sulle specie migratrici – spiega Spina – servono informazioni chiare sulle rotte principali e sui luoghi in cui si concentrano gli esemplari, nello spazio e nel tempo».


E c’entra anche il vino. Camillo Zulli, direttore della Bio Cantina, ricorda che gli insetti sono circa il 70% di tutte le specie e sono cibo essenziale per i migratori. «Oggi il loro declino è due volte superiore a quello dei vertebrati – dice – e ne sono causa anche pesticidi ed erbicidi».

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it