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Belloni (Stellantis): “Fiat è Fiat grazie a Torino. Studiamo un secondo modello per Mirafiori”

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PARIGI. «Non voglio mentirvi. Ci sarà un secondo modello a Mirafiori oltre alla 500». Esordio al Salone dell’Auto di Parigi per Arnaud Belloni nelle vesti di amministratore delegato di Fiat, Abarth e Lancia. Un ruolo ufficializzato il primo settembre. Il focus sullo stabilimento di Torino è inevitabile. «Stiamo lavorando molto seriamente sulla piattaforma – continua -. Su un’auto molto piccola, estremamente competitiva, nella stessa filosofia della 2CV, ma non retrò, molto più moderna. Un approccio totalmente diverso». Un lancio che è possibile «attendersi nel piano strategico 2030» di Stellantis. Sta di fatto, comunque, che “ci vorrà un po’ di tempo. Ma arriverà prima di quanto immaginiate”. Un progetto che prevede un lavoro a stretto contatto con i responsabili del design e dello sviluppo dei prodotti.

Sul rapporto con il capoluogo piemontese, il successore di Olivier François, di origini italiane e per 11 anni in Fiat nell’era Marchionne, non nasconde di andare «a Torino ogni settimana da un mese a questa parte. Abbiamo già due auto in mente». Poi, la promessa: «Voglio essere presente in Italia, così come in Francia. Siamo un marchio globale e dobbiamo lavorare in Brasile, Turchia, Marocco, ma è essenziale esserci in Italia. E ancor di più a Torino, che fa parte della storia: Fiat è Fiat grazie a Torino e all’Italia. Ci prendiamo questa responsabilità: vogliamo creare il futuro di Fiat anche in Italia».

“Fiat uno dei soft power dell’Italia”

Un futuro dove il Dna di Fiat «tornerà continuamente attraverso Multipla, Topolino, 500, Panda – prosegue Belloni -. Ma ci è permesso anche di inventare qualcosa di nuovo. Magari di differente, perché dobbiamo provare strade nuove». Certo, la 500 è «un’icona, uno dei soft power dell’Italia, ancora più forte di quanto si possa credere». L’annuncio: «Non sarò io a toccarla: darò vita a una nuova generazione di 500 e le sarò fedele. È l’icona di cui tutta l’industria dell’automotive è gelosa. Cambieremo, probabilmente, la piattaforma e inventeremo, ma non verrà toccata».

Anche il nome «non lo cambieremo mai», afferma rispondendo alla domanda se per caso verrà usato anche in altri modelli come sotto marchio. «Siamo molto fortunati ad avere in portafoglio marchi e nomi iconici, a prescindere dal prodotto – dice ancora Belloni -. Molti marchi non hanno alcuna eredità: a volte danno nomi originali, di cui nessuno ha la proprietà. Quando dici Punto, la gente afferra subito. Uguale Panda o Multipla. Quindi, inventeremo dei nomi e ne faremo rinascere altri».

Multiplay e rilancio di Lancia

Restando in orbita Fiat, la Multiplay presentata al Mondial de l’Auto fa parte «di un marchio storicamente importante, dal potenziale enorme anche fuori dall’Italia. Inoltre, manca un’auto formato famiglia nella gamma Fiat. Sarà una vettura dal profilo compatto. Pensiamo di poter sviluppare un’altra soluzione che raccolga tutti i vantaggi di una monovolume ma su una piattaforma da Suv». Anche perché «il ritorno alla monovolume è un trend». L’idea è di restare “intorno ai 4,5 metri” di lunghezza.

Capitolo rilancio di Lancia. «Dobbiamo essere onesti e aprire gli occhi», premette Belloni. «Sono molto favorevole a immaginare il prossimo marchio. Il cui paradosso è avere più fan, “i lancisti”, che clienti. Dobbiamo rispettarlo. Se ai “lancisti” non diamo auto come Stratos, 037, Delta Integrale, non compreranno nessun’altra macchina del gruppo». La certezza è che «non faremo mai una normale auto di grande serie. Non è questo il sogno». Allo stato attuale delle cose, il ceo intende «consolidare Ypsilon e Gamma».

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