L’abitazione di Washington della deputata Ilhan Omar, del Minnesota, è stata oggetto di un blitz da parte del Dipartimento per la Sicurezza interna nell’ambito di un’indagine penale sulla documentazione relativa al suo status di immigrata.
L’inchiesta, ha riferito Fox News, si concentra sui documenti compilati dal defunto padre della deputata di origine somala quando era ancora bambina. L’operazione è avvenuta oggi, nelle prime ore del mattino e rientra in un’indagine penale per frode sulla documentazione per l’immigrazione della parlamentare progressista.
«Oggi, nell’area di Washington Dc, l’unità investigativa del Dipartimento per la Sicurezza Interna (Homeland Security Investigations) ha eseguito un mandato di perquisizione autorizzato dall’autorità giudiziaria e ottenuto dal Dipartimento di Giustizia», ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Giustizia a Fox News. «Questa operazione fa parte di un’indagine federale in corso», ha aggiunto il portavoce.
Due fonti vicine all’inchiesta hanno confermato i dettagli dell’indagine giovedì, a distanza di settimane da quando Tom Homan, responsabile della Casa Bianca per la gestione dei confini, aveva dichiarato il mese scorso che Omar era oggetto di un’indagine «penale» in corso.
Lo scorso maggio, il vicepresidente Usa JD Vance aveva lasciato intendere che l’amministrazione Trump avrebbe indagato su Omar per presunte frodi in materia di immigrazione, accuse che la deputata ha negato.
Omar, 44 anni, rappresenta il quinto distretto congressuale del Minnesota, che comprende anche Minneapolis. È stata eletta per la prima volta alla Camera dei rappresentanti nel 2018 ed è nota per far parte di quello che viene chiamato The Squad, un gruppo di deputate conosciute per le loro posizioni progressiste e per la loro ferma opposizione a Donald Trump.
L’aggressione di gennaio
Lo scorso 27 gennaio, a Minneapolis (nei giorni dei drammatici raid anti-immigrazione dell’Ice), la deputata democratica era stata presa di mira durante un discorso da un uomo che le aveva spruzzato addosso un liquido non identificato con una siringa, prima di essere bloccato dalle guardie di sicurezza.
L’uomo – Anthony Kazmierczak, 55 anni – era stato condotto fuori dai locali e ammanettato mentre Omar, spesso bersaglio degli attacchi del presidente americano Donald Trump, continuava il suo discorso per altri 25 minuti affermando: «Restiamo resilienti di fronte a qualsiasi cosa ci possano scagliare contro». Non si è tirata indietro ma sembrava addirittura voler affrontare il suo aggressore.
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