«Perché mai ci vorrebbe coraggio per dire la verità?». Se lo domanda Navi Pillay, la giurista sudafricana che ha vinto il Nobel per la Pace 2026. Cresciuta in una famiglia di origine tamil durante l’apartheid, da bambina non poteva nemmeno andare in spiaggia per il colore della sua pelle. Grazie a una colletta del quartiere riuscì a studiare legge e, quando nessuno volle assumerla, aprì uno studio tutto suo. Da allora ha difeso gli oppositori del regime sudafricano, contribuito a una sentenza storica sugli stupri durante il genocidio in Ruanda e presieduto la commissione ONU che ha accusato Israele di genocidio a Gaza. La sua storia, raccontata in questa puntata, attraversa anche quella del diritto internazionale, oggi sotto attacco da più fronti. Proprio nel giorno del Nobel, l’amministrazione Trump ha annunciato nuove sanzioni contro la Corte penale internazionale, di cui Pillay è stata giudice. Un premio che ci interroga sulla forza della giustizia in un mondo dove sempre più spesso prevalgono i rapporti di potere.
Il mondo a pezzi è un podcast de La Stampa. Curato e condotto da Nicolas Lozito. La sigla musicale è di Maarten Schellekens. Per domande o consigli: nicolas.lozito@lastampa.it
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