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“La Stampa Usa” trova casa alle Nazioni Unite

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La Stampa Usa cresce e arriva alle Nazioni Unite a New York, dove ha inaugurato la sua redazione in questa nuova avventura editoriale che collega l’Italia e gli Stati Uniti, creando un ponte tra il Bel Paese e la comunità italo-americana. La delegazione guidata dal presidente e fondatore del Gruppo Sae, Alberto Leonardis, e dal direttore de La Stampa, Antonio Di Rosa, ha visitato ieri il quartier generale dell’Onu al Palazzo di vetro per vedere con i propri occhi questo ulteriore passo avanti del progetto Usa. Tra gli altri vertici presenti, vi erano anche Massimo Briolini, amministratore delegato di La Stampa Sae S.p.A., Marco Racano, responsabile dell’area legale del gruppo, e Maurizio Molinari, direttore editoriale del Gruppo Sae.

Dall’aula dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, passando per la vetrata della pace di Marc Chagall, fino ad arrivare al quarto piano del Palazzo di vetro – dove i giornalisti internazionali hanno i propri uffici – Leonardis ha colto l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno abbracciato questa nuova realtà che, secondo l’editore, è veramente unica: «Sono convinto che riusciremo a crescere in questa realtà con La Stampa Usa, che sarà un giornale non solo importante per quello che farà in questo Paese, ma io credo che sarà importante per quello che farà per tutto il nostro gruppo in termini di visibilità, di autorevolezza e direi anche di marketing e di racconto della nostra società come di una realtà dal profilo internazionale».

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Il presidente del Gruppo Sae rivela che, se questa esperienza negli States andasse bene, ci sarebbero idee di ulteriore espansione anche in altre regioni del pianeta. Secondo la delegazione, ciò che è importante è trovare, dall’Onu alle nicchie più piccole a stelle e strisce, gli strumenti di comunicazione adeguati per comunicare al meglio e in modo efficace con le comunità italo-americane degli Stati Uniti. «Ce la metteremo tutta», assicura Leonardis.

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Durante la visita di ieri c’è stato anche un incontro con il rappresentante permanente italiano all’Onu, Giorgio Marrapodi, che ha assicurato che il desiderio delle istituzioni è che il progetto de La Stampa Usa vada avanti, si sviluppi e cresca. «Le comunità italiane sono numerose, talvolta molto numerose, in molti Paesi. E poi scopriamo che ci sono comunità anche in Paesi più piccoli», ha dichiarato. Leonardis gli ha descritto l’ambizione del progetto: «Vogliamo essere capaci di raccontare anche le realtà meno conosciute. La nostra convinzione è che, per esempio, l’iperlocal italiano, non sia conosciuto quanto la comunità italo-americane vorrebbe».

E qui Leonardis ha specificato: «Per iperlocal non intendo esclusivamente quello che avviene in termini di culture per local, di enogastronomia per local, ma anche il sistema imprenditoriale che muove il nostro Paese e che, com’è noto, viene rappresentato dalle piccole e medie imprese. Queste ultime a mio avviso hanno bisogno di maggiore visibilità nella comunità italo-americana e, anche più in generale, in quella statunitense».

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