Home Business Boss scarcerati, l’ora delle polemiche: in Antimafia è tutti contro tutti

Boss scarcerati, l’ora delle polemiche: in Antimafia è tutti contro tutti

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ROMA. In attesa di capire cosa accade fuori e dentro il carcere con i boss di mafia, dentro l’Antimafia si litiga a brutto muso. L’inchiesta di questo giornale, che ha squadernato i numeri di un fenomeno che preoccupa i magistrati, e di come sia stato dimenticato in un cassetto della commissione Giustizia dal luglio 2025 un progetto di legge di Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta, ha pungolato il Pd. I parlamentari dem in Antimafia hanno chiesto che fosse convocato il ministro Carlo Nordio a riferire. Il quale s’è già tirato fuori: «Non me lo spiego, ma non ho nemmeno nessuna intenzione di spiegarmelo e di pormi il problema, e mi stupisco che sia stato sollevato da un giornale, perché queste sono decisioni che spettano alla magistratura nella sua assoluta autonomia e indipendenza». A sua volta la presidente Colosimo ha risposto con una lettera rude che La Stampa ha potuto leggere: «La questione non è stata scoperta oggi. La Commissione l’ha affrontata con serietà, continuità e rigore istituzionale, avviando uno specifico filone di indagine. Atti che sono stati regolarmente messi a disposizione di tutti i commissari. Dalle verifiche effettuate, tuttavia, non risulta che alcun componente dell’opposizione abbia mai provveduto a consultarli».

Ieri i dem con il capogruppo Walter Verini e i colleghi naturalmente ci sono tornati sopra: «L’inchiesta de La Stampa sulle scarcerazioni di detenuti anche legati alla criminalità organizzata induce a riflessioni serie. Pare che la presidente Colosimo abbia presentato a suo tempo una proposta di legge sul tema, inabissata». Da qui la proposta bipartisan di «parlare urgentemente in Antimafia del tema». Con il fine, rilanciano Verini e i parlamentari Pd che potrebbe preludere anche alla possibilità di «una proposta unitaria della Commissione sul tema, che tenga insieme sicurezza, civiltà del trattamento carcerario anche per i 41bis, rispetto della Costituzione e norme europee. Per poi passare ad una rapida e condivisa approvazione in Parlamento». Al dibattito si è aggiunto il gruppo M5S che si scaglia contro Nordio: «Non lo sfiora nemmeno il pensiero che servirebbe un aggiornamento normativo con una legge apposita, così da stringere le maglie e consentire ai magistrati di avere maggior margine per non aprire le porte delle carceri?».

Politicamente parlando, l’apertura dei dem è accompagnata da una severa randellata alla «pervicace ambiguità della Presidente, del Governo e della maggioranza. Quando questi soggetti vogliono approvare leggi, le approvano. Anche calpestando regole. L’esempio da manuale è la legge elettorale». E si torna inevitabilmente al tema dei temi che sta monopolizzando i lavori della Commissione, ovvero le stragi del ‘92. Concludono i dem: «Si smetta di usare la stessa Commissione come una clava per riscrivere la storia».


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