Parte la rottamazione delle cartelle degli enti locali. Da oggi, 16 ottobre e fino al 15 dicembre si apre la finestra per “sanare” debiti pendenti come multe stradali, tasse e tributi vari, a patto che ci siano alcune condizioni. Vediamo chi è ammesso e tutti i passaggi per farlo.
Quali debiti rientrano e quali sono esclusi?
Sono ammessi solo i debiti (tributari e non tributari) affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Restano fuori dal perimetro, dunque, i tributi gestiti con riscossione diretta dagli enti locali o affidati per la riscossione coattiva a concessionari privati. Per questi, le amministrazioni possono sempre introdurre una definizione agevolata autonoma, secondo proprie modalità.
Esclusi anche i “carichi” pendenti a seguito di pronunce di condanna della Corte dei conti e quelli già inseriti nei piani della Rottamazione-quater o della relativa riammissione (con rate scadute regolarmente pagate al 30 settembre 2025).
Chi può “rottamare”?
Innanzitutto, l’agevolazione si applica solo a Regioni, Comuni ed enti locali che hanno aderito. L’elenco delle circa 1.500 amministrazioni che lo hanno fatto è consultabile online.
Per le Regioni, hanno deciso di accettare la “sanatoria” solo Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Puglia. Per il resto, la lista riporta molte province e grandi città fra cui Roma, Napoli, Palermo e Bari. Manca, invece, Milano.
Possono essere regolarizzati tributi regionali come il bollo auto solo nelle cinque Regioni già citate (Umbria e Puglia limitano l’agevolazione alla tassa automobilistica). Per il resto, sulla carta, può essere rottamato qualsiasi onere come Tari, Imu, multe stradali, canoni e tariffe per asili nido, rette, mense scolastiche, trasporti e scuolabus.
Nel Nord-Ovest 108 aderenti
Nel Nord-Ovest gli enti che hanno aderito risultano 56 in Lombardia, 33 in Piemonte e 19 in Liguria (nessuno in Valle d’Aosta).
Per il Piemonte, hanno aperto a questa possibilità Alessandria, Casale Monferrato, Novi Ligure, Ovada, Arquata Scrivia, Frassineto Po, Giarole, Mirabello Monferrato, oltre a diverse città dell’alessandrino. Presenti anche la stessa Provincia di Alessandria e quella di Novara.
Torino, fra due “rottamazioni”
Situazione particolare nel capoluogo piemontese. All’attuale agevolazione ha aderito la Città Metropolitana di Torino e quindi, i 312 Comuni dell’area territoriale della ex Provincia.
Il Comune di Torino, invece, aveva già avviato una sua definizione agevolata. Il piano consente di regolarizzare la posizione debitoria, con azzeramento di sanzioni e interessi, rateizzando l’importo dovuto fino a 36 rate mensili.
Il beneficio riguarda tutti i debiti dei carichi affidati a So.Ri.I.s fino al 31 dicembre 2020 e relativi alle entrate comunali di Imu/Ici, Tasi/Tari/Tares/Tarsu, canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), canone per l’installazione di mezzi pubblicitari (Cimp), multe stradali, sanzioni amministrative per violazioni ai regolamenti comunali, proventi da concessioni e locazioni (patrimonio), entrate relative ai servizi educativi.
Il termine per la domanda, inizialmente fissato al 30 settembre 2026, è ora esteso al 14 luglio 2027. Resta da chiarire se e come saranno rottamabili i debiti fra il 2020 e il 2023, visto che la rottamazione-quinquies con Agenzia Entrate-Riscossione comprende anche questi tre anni.
Come verificare i “debiti” ammessi?
A partire da oggi, si potranno visualizzare i “debiti” ammessi nell’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione (si può entrare con Spid, Cie, Cns mentre professionisti e imprese possono usare anche le credenziali di Agenzia delle Entrate). Si può richiedere il prospetto informativo da qui: entro le successive 12 ore il sistema invia una email all’indirizzo indicato, con il link per scaricare il prospetto entro cinque giorni. Questo elenca le cartelle definibili e gli importi dovuti. In alternativa, il prospetto può essere richiesto nell’area pubblica del sito di Agenzia delle entrate-Riscossione, compilando il form disponibile nella sezione “Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies enti
territoriali)” e allegando la documentazione di riconoscimento.
Come calcolare importo e risparmio?
È sempre dovuto il “capitale” ovvero l’importo effettivo. Dovute anche le spese per le procedure esecutive e i diritti di notifica. Esclusi, invece, gli interessi iscritti a ruolo, le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio. Per le sanzioni amministrative non tributarie, comprese quelle del Codice della strada, il condono si estende agli interessi di rateizzazione e alle maggiorazioni di legge. Dunque, vale la pena fare un conto: se l’importo dovuto è molto alto, il beneficio sulle somme aggiuntive (nel frattempo maturate) potrebbe essere ristretto.
Come fare domanda e avere l’esito?
La domanda, a partire da oggi 16 ottobre e fino al 15 dicembre 2026, può essere presentata online, sempre dalla propria area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Va compilato l’apposito modulo e allegato un documento di riconoscimento. È necessario indicare un indirizzo e-mail ordinario (non pec).
La risposta arriverà entro il 28 febbraio 2027. In caso di accoglimento, viene inviato l’importo complessivo dovuto, le scadenze, i moduli di pagamento e le istruzioni per l’eventuale domiciliazione bancaria. In caso di rigetto, si ricevono le motivazioni del diniego.
Che cosa succede ai procedimenti in corso?
È possibile includere le cartelle contestate anche se sono in corso contenziosi tributari ma occorre dichiarare la rinuncia al ricorso relativi ai debiti inseriti.
Quanto alle procedure di riscossione, l’accesso alla rottamazione blocca nuove procedure cautelari o esecutive per i debiti ammessi e ferma quelle esecutive avviate. Il contribuente non è considerato inadempiente. Unica eccezione, se il primo incanto si è già concluso con esito positivo. Fermi amministrativi (per esempio, sull’auto) e ipoteche già iscritti, invece, restano attivi.
Come e quando pagare
Si può regolarizzare in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027. Per il versamento dilazionato, sono ammesse fino a 54 rate bimestrali, distribuite su nove anni. Per il 2027, le scadenze sono 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Negli anni successivi, invece, 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.
Le rate devono raggiungere un minimo di 100 euro ciascuna e si applicano interessi del 3% annuo, dal 1° aprile 2027. Si può pagare tramite sito istituzionale, app EquiClick, domiciliazione bancaria, home banking, banche, uffici postali, ricevitorie e tabaccai, Atm aderenti a Cbill, Postamat oppure di persona agli sportelli dell’Agenzia (previo appuntamento).
Quando si perde il beneficio?
L’agevolazione decade in caso di mancato o insufficiente pagamento di due rate, anche non consecutive, nel piano rateale oppure dell’ultima rata oppure dell’unica rata (se si è scelta tale soluzione). Per queste ultime due (ultima rata e rata unica), è prevista una tolleranza di cinque giorni di ritardo. Dunque, il pagamento in un’unica rata è considerato tempestivo se effettuato entro entro il 5 aprile 2027 (cinque giorni dopo la scadenza del 31 marzo 2027).
Se si perde il beneficio, le somme già versate sono considerate acconti sul debito complessivo ma riparte il termine di prescrizione, di decadenza e le attività di riscossione. I debiti decaduti, inoltre, non possono più essere rateizzati.
Quale l’impatto sulle rateizzazioni esistenti
Gli obblighi di pagamento delle precedenti rateizzazioni sui debiti definibili sono sospesi dal momento della domanda e fino al 31 marzo 2027. A tale data, scatta la revoca automatica delle rateizzazioni precedenti relative ai debiti ammessi.
Cosa succede se ci sono debiti rottamabili e non rottamabili?
La sospensione riguarda soltanto i debiti inclusi nella definizione agevolata. Per quelli non ammessi, fino al 31 marzo 2027, si può utilizzare il servizio “Paga online” sul sito o sull’app EquiClick oppure rivolgersi agli sportelli. Dopo il 31 marzo 2027, si potranno utilizzare i moduli di pagamento aggiornati sui debiti rimasti.
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