“Quello che manca nel decreto della Corte di Appello di Milano che ha stabilito” lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto “è il bilanciamento fra tutela della salute e produzione industriale”. E’ quanto ha detto in aula l’avvocato generale della Cassazione Luigi Birritteri nel corso dell’udienza davanti alle sezioni Unite Civili che dovranno esprimersi sui ricorsi presentati dalle aziende Ilva Spa, Acciaierie d’Italia e Acciaierie d’Italia Holding contro lo stop dell’attività produttiva dell’area a caldo. Per Birritteri “la pericolosità dell’amianto è indiscussa ma la Corte di Appello di Milano desume il pericolo ma non lo accerta”.
ECONOMIA
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La situazione a Genova
Ieri al termine di una giornata difficile, fatta di cortei interni, manifestazione e occupazione dell’aeroporto “Colombo” di Genova, i siderurgici dell’ex Ilva di Genova avevano tirato un seppur momentaneo sospiro di sollievo grazie a una nota del ministero del Lavoro che congela provvisoriamente l’annuncio “notturno” dei commissari sulla richiesta di cig per la quasi totalità dei lavoratori dello stabilimento genovese, 870 su un totale di 917 dipendenti. Lo sciopero e la manifestazione erano nell’aria già da venerdì scorso quando era arrivata la notizia della richiesta di cassa integrazione nonostante l’accordo firmato il mercoledì precedente dove si assicurava la prosecuzione delle lavorazioni dello stabilimento con l’approvvigionamento di coils e bramme all’esterno, nel caso di stop dello stabilimento di Taranto. E’ stato in quel momento che, dopo tre giorni di sciopero e un presidio costante sotto la prefettura di Genova, i siderurgici erano tornati in fabbrica. Poi venerdì, alle 22.15 la doccia fredda con la richiesta dei commissari di cassa integrazione per 870 dipendenti. Troppo tardi per convocare uno sciopero che è stato deciso per ieri. E alle 7 dopo un corteo interno i lavoratori dell’ex Ilva si sono rimessi in strada e hanno raggiunto l’aeroporto di Genova, bloccandolo. L’aeroporto è rimasto chiuso, anche se i lavoratori hanno consentito un “corridoio” per far passare famiglie, anziani e persone fragili, fino alla notizia che tutto era stato congelato in previsione di un incontro al ministero per il 27 ottobre.
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