Vanno avanti in parallelo e con frenesia, scavalcandosi a vicenda nella lista dei messaggi più recenti. Sono le due chat Telegram organizzate dagli schieramenti che sabato 24 ottobre si preparano a scendere in piazza nelle principali città italiane. E più passano le ore più sale la tensione tra chi intende manifestare in termini più o meno pacifici e chi, dalla parte diametralmente opposta, si prepara alla reazione violenta in caso di disordini, prendendo come target «la sinistra radicale e gli islamici».

Da un lato c’è il «Movimento 17 ottobre», la cui chat è divisa in gruppi più piccoli: uno per ognuna delle principali città in cui si dovrebbero svolgere le proteste, uno dedicato solo alla pubblicazione di comunicati dove è stato postato un «manifesto» in cui gli organizzatori spiegano i propri intenti: «Prendere iniziativa e far avanzare la coscienza politica collettiva dei giovani in Italia. Vogliamo che ogni momento di piazza sia anche discussione, dibattito, crescita politica» e i propri riferimenti: le proteste della Generazione Z in Marocco, i movimenti di Hong Kong del 2019, e ancora quelli in Tunisia, Cile, Sudan, Algeria e Libano.
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C’è poi la chat riservata agli opuscoli informativi su come ricevere assistenza legale, segnalare eventuali abusi e informazioni pratiche, ad esempio come evitare gli effetti dei lacrimogeni o il modo migliore per lanciare petardi. Qualcuno ha creato una specie di manuale per smascherare un poliziotto infiltrato. Si fa riferimento al motto partito dalle proteste francesi, «bismillah c’est les ténèbres» («In nome di Dio, è l’oscurità), che ha preso piede da gruppi Snapchat i cui partecipanti hanno riconosciuto presunti membri delle forze dell’ordine che, nel tentativo di camuffarsi, avevano usato questa frase in realtà senza senso ed erano stati scoperti. Nella chat è comparso anche «Ricette per il caos», libro del 2004 che contiene, citandone la descrizione, «ricette per formare gruppi di affinità al sabotaggio». C’è chi, attirandosi qualche polemica, incita alla protesta pacifica e chi chiede consigli: «Avete la macchina per scappare dalla polizia? O è rischioso fare queste cose da film di Hollywood?».


Dalla parte totalmente opposta della piazza, per sabato si sta organizzando anche il gruppo «24 ottobre per difendere l’Italia». La paura più grande dei membri sono gli infiltrati. Per questo non appena si accede al gruppo Telegram attraverso il qr code condiviso sui social dall’influencer di destra noto come «Eterno» si trovano in evidenza audio e messaggi in cui viene spiegato come essere inseriti in un gruppo secondario, riservato a chi «ha intenzione di difendere Milano dagli islamici e dalla sinistra radicale». La prova di fedeltà è spiegata in messaggi e via audio: «Mandate video in privato in cui insultate Allah e Maometto. Un musulmano non lo fa e lo si stana». C’è chi come attestato manda una foto con indosso una tuta della Nazionale, chi crea con l’intelligenza artificiale locandine con il motto «non passa lo straniero» e chi, forse preoccupandosi di essere confuso con la fazione avversaria e avendo capito la poca volontà di dialogo dei membri del gruppo, chiede consigli su dove acquistare una maglia col tricolore per farsi riconoscere.

Qualcuno ci prova, nel mare di sticker con la svastica e collage con insulti razzisti, a stemperare: «Capisco che la gente sia arrabbiata, ma non cadiamo nel tranello di farci dare dei fascisti». Chi fa domande viene additato come «zecca» e tolto dal gruppo. Una ragazza chiede: Posso partecipare anche se sono straniera?» Risposta: «Si. Ma prima una domanda. Cosa ne pensi di Allah?». Un utente giustifica la propria assenza: «Per cause maggiori (sono agli arresti domiciliari) non ci sarò».
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