Dopo aver provocato disastri alluvionali nella Comunità Valenzana (dove tra domenica e ieri sono piovuti fin oltre 700 mm d’acqua, come la quantità che si misura di norma in un anno ad Asti), la depressione “Adam” si è mossa verso Est producendo ulteriori diluvi con il contributo del copioso vapore acqueo messo a disposizione da un Mediterraneo occidentale più caldo della norma di due gradi e mezzo.
Così ieri a finire sott’acqua è stato il Sud della Francia e il versante orientale della Corsica, ma l’attenzione è alta anche in Italia. Sotto un flusso caldo-umido di scirocco, piogge e temporali si sono intensificati dalla Sardegna su fino al Nord-Ovest e battono con particolare insistenza con nuclei autorigeneranti il Savonese, dove in una decina d’ore i pluviometri avevano già raccolto ben 200-300 mm di precipitazione, situazione correttamente anticipata da un’allerta arancione di Arpa Liguria in vigore su tutta la regione fino all’alba di oggi.
Entro oggi le piogge arriveranno a bagnare tutto il Nord e il versante tirrenico, con maggiore intensità su Alpi e Prealpi tra alto Piemonte, alta Lombardia, Trentino, alto Veneto e Friuli, dove sono attesi apporti talora superiori a 100 mm. Intanto le prime schiarite in tarda mattinata si faranno strada a partire dalle regioni nord-occidentali, ed entro sera la perturbazione principale avrà lasciato il Paese per portarsi sui Balcani. Tra oggi e domani i venti ruoteranno prima da Ponente e poi da maestrale, rinforzando temporaneamente e presentandosi sotto forma di foehn lungo le valli sudalpine. Trasporteranno peraltro aria più fredda, infatti nella seconda metà della settimana, con l’aiuto di notti per lo più stellate, le temperature minime scenderanno intorno a 5 °C fuori città in Pianura Padana, un evento fresco ordinario per la stagione.
Alcune perturbazioni pilotate da vaste depressioni atlantiche transiteranno tra venerdì e il weekend, ma con effetti minori rispetto a quelli di ieri: precipitazioni a tratti lungo le Alpi interne (domenica potrebbe arrivare la prima neve anche intorno ai 1500 metri sulle alte valli torinesi e in Valle d’Aosta occidentale), sul Levante Ligure, al Nord-Est e qua e là lungo la penisola.
Un po’ di autunno – finalmente, è il caso di dire dopo mesi di siccità e temperature eccezionalmente elevate – anche se l’estremizzazione degli eventi connessa a mari e atmosfera mediamente più caldi presenta il conto, soprattutto in questa stagione all’arrivo delle prime e intense perturbazioni.
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