“Come doveva esser duro vivere soltanto con quello che si sa e che si ricorda, e privi di quello che si spera”. – Albert Camus, La peste
Fame d’altro: la storia di Teresa che chatta per non amare
A Teresa piaceva sedurre ed essere sedotta. Amava chattare con sconosciuti, inerpicarsi in discorsi audaci e peccaminosi, infarciti di doppi sensi, intellettualmente intriganti.
Amava giocare: prendere per mano l’interlocutore, anzi la preda, e condurla altrove.
A Teresa piaceva sedurre più che amare. Questo gioco aveva per lei un potere falsamente terapeutico: la faceva sentire viva.
La sua realtà – oltre lo schermo – era ben diversa: lavorava in un ufficio con l’aria condizionata e poche finestre, e le luci artificiali, e si sentiva invisibile.
Indossava la sua gonna longuette color avorio, una camicetta, anonima anch’essa, e le scarpe comode e basse. Teresa, in fondo, aveva scelto la solitudine e l’invisibilità per paura di amare ed essere abbandonata. Tutti i suoi flirt digitali si concludevano dentro una chat perché nessuno di loro aveva la forza di oltrepassare quel muro di paura che proteggeva il suo cuore e vedere la luce del sole.
Nessun partner completa l’altro: l’amore nasce dall’incontro di due identità, non di due metà
AMORE NON È SOLO AMARE
“Dimmi come tradisci e ti dirò chi sei”. I tipi di tradimento attraverso la lente della sessuologia
Valeria Randone

Cosa spinge davvero le persone a guardare oltre i confini del proprio letto?
Quando parliamo di sesso, bugie e fantasie legate all’altro o all’altrove, la chiave di lettura banalmente ricorrente tira in ballo la scontata attrazione fisica ed erotica, o la noia.
Tuttavia, la psico-sessuologia e la sociologia delle relazioni mostrano una realtà molto più complessa.
Quello che i fedifraghi cercano nel letto degli altri non dipende quasi mai dall’altra persona, ma da parti psichiche del traditore che nel tempo sono andate smarrite.
L’amore a senso unico e l’immaturità emotiva

AMORE NON È SOLO AMARE
La devastazione psichica dell’amore è proporzionale agli anni di infelicità, tempo e qualità di vita
Valeria Randone

Quella inedita versione di sé
Gina e Paolo, nomi di fantasia, erano diventati monotoni. Sempre uguali a loro stessi. Si erano trasformati nella loro versione peggiore.
Dal lunedì al venerdì lavoravano per otto ore al giorno, il sabato veniva dedicato alla spesa, alle faccende domestiche e al parrucchiere per lei, al paddle e alle utenze da pagare per lui.
Poi c’era il cinema e il sesso della domenica, che a lungo andare incarnavano momenti di grande noia e prevedibilità di cui entrambi avrebbero volentieri fatto a meno ma non avevano il coraggio di dirselo. Avevano smarrito le parole e i baci, la gentilezza e la cura. Non c’era più un mazzo di fiori, un biglietto d’amore o peccaminoso, una sorpresa, una cena a lume di candela, una tavola ben imbandita, un fine settimana al mare, una spa.
Ho lasciato mia moglie e adesso che sono libero la mia amante non mi vuole più. Perché?


La noia e il bisogno del brivido inedito
Poi, un bel giorno, Gina incontra F., un medico che inizia ad occuparsi di lei, della sua salute e del suo cuore sbiadito.
Gina si accende, si sente improvvisamente viva. Inizia una relazione con il suo medico, prima adulterina scandita da bugie e sensi di colpa, poi alla luce del sole.
Dopo sei mesi chiede il divorzio da Paolo, ben consapevole che il suo medico non sarà il destinatario di una nuova convivenza ma il traghetto per tornare a sé stessa.
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Il tempo, le relazioni, il letto degli altri
Nelle relazioni di lunga data, i ruoli si cristallizzano tristemente e pericolosamente. I partner diventano due persone efficienti, due bravi genitori, gestori di una casa in comune, compagni di vita affidabili.
Una S.P. A. funzionante.
Il letto degli altri diventa la possibilità di spogliarsi di queste responsabilità e di indossare un’identità diversa. Chi sceglie di tradire non cerca un partner migliore ma una versione di sé stesso: più libera, spensierata, desiderabile e spregiudicata, che nel letto di casa ormai impolverato faceva fatica a mostrare, per timore del giudizio o della solita routine.
Le crisi di coppia andrebbero analizzate con coraggio e competenza. La trasgressione non ripara, non cura, non protegge da magoni e sensi di colpa. Solitamente, dopo un primo giro di giostra, il tradimento diventa dispensatore di dolore per quasi tutti i membri della famiglie coinvolte.
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Uno sguardo alla fantasia e al proibito
Le fantasie sessuali non sono istruzioni per l’uso, né necessariamente desideri da tradurre in agiti sessuali e in realtà. L’erotismo si nutre di mistero e di proibito, due ingredienti assolutamente necessari all’eros.
Il desiderio vive nello spazio tra la certezza e l’incertezza, tra la relazione stabile e l’ignoto.
La prima offre sicurezza, appartenenza e intimità; il letto degli altri evoca l’ignoto, il rischio e l’imprevedibilità. La bugia e la clandestinità, per quanto dolorose siano, agiscono come un potente, seppur tossico, amplificatore erotico.
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La ricerca della conferma e della visibilità
Con il passare del tempo, la seduzione dentro la coppia si assottiglia talmente tanto da lasciare esclusivamente il posto all’affetto e alla complicità.
Una mia paziente in crisi con il marito e con sé stessa, quando andava al supermercato si vestiva al meglio, ondeggiava sui tacchi e si truccava con cura. Quando spingeva il carrello e sostava dinanzi ai surgelati si sentiva ammiccante e invincibile.
Sentiva gli sguardi degli uomini addosso e si sentiva ancora viva.
In casa dismetteva i tacchi, anche sul piano mentale, e indossava la sua tuta logora e grigia. Purtroppo, però non aveva il coraggio di affrontare la sua crisi personale e quella di coppia, crisi che si rinforzavano a vicenda.
Essere desiderati da uno sconosciuto o da qualcuno al di fuori della routine quotidiana fornisce una scarica immediata di dopamina – lo sconosciuto diventa un pusher di emozioni -, una dose in vena di autostima che compensa, apparentemente, le insicurezze personali e i vuoti emotivi profondi e pregressi.
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Il paradosso della fuga e del ritorno
Molti tradimenti o sconfinamenti fantastici non nascono dalla volontà di distruggere la coppia.
Si tratta di una forma di fuga controllata, talvolta senza cuore: una valvola di sfogo per tollerare frustrazioni, insoddisfazioni o crisi esistenziali che, chi le vive non ha il coraggio di affrontare a viso e cuore scoperto.
Lo scorso mese un mio paziente adultero cronico, cronicamente pentito, innamorato della moglie e dei suoi due figli, mi ha chiesto espressamente di curarlo dal suo tarlo: il bisogno di tradire per sentirsi vivo, per esorcizzare la paura della vecchiaia, delle malattie e della morte.
Sino ad adesso, con non poche fatiche e resistenze, abbiamo compreso il legame tra quell’impulso irrefrenabile al tradimento e la struttura della sua psiche.
Sull’antidoto lavoreremo dopo la sospensione estiva.
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Senza una rielaborazione profonda, tra l’altro, il tradimento diventa un fantasma che siede a tavola con la coppia ogni sera, un ospite indesiderato, un nemico silente.
La vera sfida nelle relazioni longeve non è tacitare le fantasie e nemmeno i bisogni, ma capire cosa stanno cercando di comunicare con un linguaggio che va ben oltre le parole mute e i sintomi.
Immettere lo straordinario nell’ordinario – quando una coppia è ancora sana – e trovare il coraggio di portare quel pizzico di mistero e gioco dentro lo stesso letto e la stessa vita, potrebbe essere un buon inizio.
Alcuni passaggi sono stati inventati o modificati per motivi creativi e di privacy.
Questo articolo è stato scritto in esclusiva per La Stampa da Valeria Randone, psicologo e sessuologo clinico a Catania, Milano e online (www.valeriarandone.it) e autrice del libro “L’aggiustatrice di cuori – Le parole che riparano”
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