«La dipendenza non è una condanna irrevocabile», lo ha detto Giorgia Meloni aprendo i lavori della riunione della Coalizione europea contro le droghe (Ecad) nella comunità di San Patrignano, all’incontro internazionale sulla prevenzione e il recupero promosso da Italia e Francia. Sulla cannabis la premier ha usato parole nette: i suoi derivati, “che alcuni si ostinano irresponsabilmente a definire leggere”, hanno un principio attivo in media trenta volte più alto di qualche decennio fa. All’evento partecipano 35 Paesi europei, insieme alla Commissione europea e al Consiglio d’Europa, e circa ottocento persone.
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Meloni ha ricordato di aver fatto approvare una legge che amplia e semplifica la possibilità, per un tossicodipendente che abbia commesso reati spinto dall’uso di sostanze, di scontare in comunità tutta la pena o quella residua. «La pena deve sapere aprire anche una strada di ritorno», ha detto, «perché il carcere non può essere l’unica risposta alla dipendenza». Realtà come San Patrignano, ha aggiunto, dimostrano da decenni che “è possibile immaginare un’alternativa più efficace” e vivere una vita libera dalla droga.

La presidente del Consiglio ha poi indicato i quattro principi che saranno scritti nella dichiarazione finale. Il primo è la prevenzione, che “deve venire prima di tutto” e rivolgersi a giovani, famiglie, scuole e università, raggiungendo anche gli ambienti digitali dove i ragazzi passano molto tempo. Meloni ha chiesto ai media un’informazione più corretta e ha detto di aver avviato un confronto con i principali network per correggere messaggi fuorvianti. Il secondo è la chiarezza delle istituzioni: la droga “non è un diritto”, ma una minaccia per la salute, la dignità e la libertà delle persone. Il terzo riguarda la cura: a chi chiede aiuto va garantito un percorso adeguato, personalizzato, senza barriere né discriminazioni, non una risposta solo sanitaria ma “una proposta di vita integrale”, come fanno le comunità di recupero, che la premier ha ringraziato una per una. Il quarto è il recupero, “l’obiettivo finale” di tutto: solo chi ritrova un lavoro, ricostruisce relazioni e riconquista il proprio posto nella comunità può dirsi libero.
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Sul quadro delle sostanze, la premier ha osservato che “le droghe di oggi sono molto diverse”: più potenti, più economiche e accessibili, in alcuni casi anche “socialmente accettate”. Le sostanze sintetiche cambiano più in fretta di quanto riescano a seguire le norme e, grazie all’intelligenza artificiale, nuove molecole circolano sul mercato prima di essere intercettate dalle forze di polizia e inserite nelle tabelle delle sostanze illecite.
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Meloni ha annunciato che l’Italia porterà questa linea, insieme all’Agenzia europea sulle droghe, al Consiglio d’Europa e alle Nazioni Unite, a partire dalla prossima riunione della Commissione stupefacenti a Vienna: «Prevenire e fare squadra». L’incontro è uno dei seguiti degli impegni presi dalla Coalizione al vertice di Yerevan del 4 maggio. Dopo San Patrignano, la premier è attesa in Kuwait per un incontro con l’emiro.
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