Home Business I tormenti del correntone di Schlein: “Elly ci usa solo per andare...

I tormenti del correntone di Schlein: “Elly ci usa solo per andare a Chigi”

0
2

MONTEPULCIANO. «Si vedono? Sicuro? ». Sotto al tendone di Montepulciano la notizia dell’appuntamento tra i leader per avviare il tavolo del programma non genera particolare entusiasmo. Rispetto all’anno scorso ci sono le stufe, ma si sta sempre col cappotto. Anche perché, dopo l’annuncio di Angelo Bonelli su un incontro pianificato «nei primi giorni della settimana» e la conferma di Giuseppe Conte, dal Pd nessuno ha specificato la data. E la sensazione è che bisognerà aspettare comunque i rappresentanti centristi per fare sul serio. «Comunque è bene che si vedano dai, gli abbiamo messo fretta noi, un po’ è merito nostro», si compiace Roberto Speranza, uno degli organizzatori di questo incontro del cosiddetto “correntone” dem, la maggioranza interna che sostiene la segretaria.

Si autoconvincono di poter influenzare le mosse di «Elly», provano a incalzarla su programma e primarie. «Non è che adesso si chiudono in una stanza con Conte, Fratoianni e Bonelli e la chiudono lì – dice però Marco Sarracino, deputato e componente della segretaria – è fondamentale coinvolgere le persone, se no alle primarie poi non vengono a votare». E Andrea Orlando, altro punto di riferimento degli affezionati di Montepulciano, aggiunge: «Vogliamo che il Pd e la coalizione siano gli strumenti per la vittoria, ma anche per la costruzione di una democrazia più avanzata. Il popolo deve essere protagonista del cambiamento». Poi sulle primarie: «Togliamo di mezzo l’ipocrisia, la festa della democrazia – avverte l’ex ministro –. Possono essere un momento di frizione e di rottura». Qui, non è un mistero, in tanti avrebbero preferito evitarlo. «Ma Elly è andata dritta, non ascolta mai nessuno», sibila un deputato.

La segretaria arriverà oggi per chiudere l’evento all’ora di pranzo, ma da Cagliari assicura: «Il Pd è più unito che mai». Del resto, una settimana fa l’Assemblea nazionale le ha votato all’unanimità la proroga del mandato. A proposito, menzione speciale per chi ha scelto la password della connessione wifi a disposizione dei giornalisti: “congresso2026! ”. Quello che non si farà. «Va tutto secondo i piani», scandisce Igor Taruffi, venuto a rappresentare il Nazareno: si mette in prima fila ad ascoltare gli interventi, con l’aria di chi preferirebbe essere ovunque, tranne che lì. A sentire Orlando che gli cita «quel monito di monsieur de Talleyrand che diceva ai propri collaboratori, “soprattutto, non eccedete nello zelo”». Ce l’ha anche con lui, magari per quell’ordine del giorno approvato in Assemblea per blindare la candidatura a premier di Schlein. Ma Taruffi incassa, tira dritto e detta i tempi: «Entro l’anno un programma va chiuso, all’inizio dell’anno prossimo vanno fatte le primarie». Non precisa il mese, tanto che Michela De Biase, che coordina i lavori per l’area che fa riferimento al marito, Dario Franceschini, si avvicina perplessa a Speranza: «All’inizio dell’anno che vuol dire? Gennaio? Febbraio?». Lui allarga le braccia. Non è solo Giuseppe Conte a pensare che entro metà febbraio sia necessario chiudere la partita della premiership. Altro che marzo, che è l’orizzonte preferito al Nazareno.

Sul fare presto sono d’accordo anche i riformisti, riuniti nelle stesse ore a Orvieto, per un appuntamento organizzato dall’associazione “Libertà eguale”. Da lì arrivano le solite punture sul tema del sostegno all’Ucraina. «Dobbiamo respingere con forza l’idea di mettere in contrapposizione la diplomazia con l’aiuto a Kiev», dice Lorenzo Guerini. «Non contrapporre l’iniziativa diplomatica europea è abbastanza semplice, perché non c’è stata», la replica di Orlando da Montepulciano.

Tutti qui vogliono mostrarsi «pronti per l’alternativa», che è il titolo dell’evento, però fino a un certo punto. Dopo gli interventi di Orlando e Taruffi, il tendone si svuota e si riempie il bar a fianco, nei giardini di Montepulciano, dove danno in diretta Napoli-Roma. C’è chi va di spritz e chi si lamenta. «Il partito non può essere solo lo strumento per arrivare a Palazzo Chigi», dice Sarracino. Tradotto: cara segretaria, non puoi fare tutto senza di noi. Ad esempio, serve l’impegno del “correntone”, ben radicato nei territori, per vincere le primarie. In cambio, manco a dirlo, si dovranno fare insieme le liste elettorale. «Quelle le deve approvare la Direzione. E noi solo qui a Montepulciano abbiamo circa il 40% dei voti della Direzione», è la sottolineatura. Insomma, è a quel tavolo, più che a quello del programma, che aspettano al varco la segretaria.

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it