Un certificato anagrafico in trenta secondi. Una segnalazione sui rifiuti, sulle buche o su un disservizio, in cinquanta. Non servirà più cercare il modulo giusto o passare da una pagina all’altra del sito comunale. È la promessa di Julia 3.0, la nuova versione dell’assistente di intelligenza artificiale di Roma Capitale. Il sindaco Roberto Gualtieri l’ha presentata alla Maker Faire Rome, manifestazione promossa dalla Camera di Commercio di Roma.
Il cambio di funzione è netto. Non solo risposte alle domande, ma accesso ai servizi attraverso una conversazione. Sia fatta via testo, che vocale. Julia è un’app per smartphone. Si scarica e si usa come un’app di Ai. Ma a differenza delle app di Ai, non è generalista. È fatta con i dati del Comune, per rispondere alle esigenze dei cittadini.
È una frontiera piuttosto nuova delle app di Ai. I grandi modelli sono bravi in compiti generici. Cercare informazioni in rete, consultare leggi. Ma è sempre più frequente che singole app, con compiti specifici, facciano meglio delle generaliste. Fanno meno errori, sono più precise. Una nuova frontiera dello sviluppo di app di Ai che Roma ha deciso di esplorare.
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È lo stesso sindaco, Roberto Gualtieri, a ricordarlo sul palco: «Julia non può essere usata come l’Ai di un modello commerciale, si occupa solo dei servizi al cittadino del Comune di Roma. Sa meno cose, certo, ma le cose che sa sono sicure. Certificate». Al chatbot si può chiedere un certificato di nascita, di residenza. Un cambio di residenza o altri documenti. Gualtieri fa vedere tutti i servizi sul palco. Chiede direttamente alla app come ottenere un documento, o di inviarlo. E l’app in una manciata di secondi risponde.

Il Comune mette a disposizione trenta servizi in chat. Sedici riguardano l’anagrafe, sette la scuola e altri sette l’assistenza ai cittadini. Julia può rilasciare certificati, raccogliere segnalazioni, prenotare appuntamenti. Quando serve ulteriore assistenza, indirizza la persona verso un operatore. Non tutte le pratiche, però, si chiudono nella conversazione. Per quelle più complesse, come il cambio di residenza, l’assistente guida l’utente verso il servizio sul portale. La distinzione conta. Una cosa è spiegare come ottenere un documento. Un’altra è permettere di richiederlo senza uscire dalla chat. È su questo passaggio che punta l’aggiornamento. Julia è nata nel marzo 2025 ed è stata aggiornata nel luglio dello stesso anno e nel giugno 2026. Ora il Comune prova a farne un punto di accesso operativo all’amministrazione, non soltanto uno strumento per orientarsi tra uffici, informazioni e procedure.
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Gualtieri sottolinea che l’app è stata creata «nel totale rispetto della legge europea, l’Ai Act». Quindi tutela della privacy e sicurezza rispettano gli standard di Bruxelles. Il primo banco di prova è l’anagrafe. Sono disponibili tutti i certificati anagrafici in carta semplice, anche per gli iscritti all’Aire: nascita, residenza, stato di famiglia, cittadinanza e gli altri previsti. Secondo i dati diffusi da Roma Capitale, ottenere un certificato richiede oggi in media quattro minuti e otto passaggi. Con Julia il tempo scenderebbe a trenta secondi. Per una segnalazione il confronto indicato è tra i due-sei minuti del telefono e circa cinquanta secondi in chat. Il sistema restituisce subito il numero per seguirne lo stato.

L’altra novità è l’app. Si può interagire in oltre ottanta lingue, anche a voce, e ottenere itinerari personalizzati. Chi sceglie di condividere temporaneamente la posizione riceve indicazioni su luoghi e servizi nelle vicinanze. Il Comune precisa che la localizzazione viene utilizzata solo su richiesta, resta disponibile per un massimo di ventiquattro ore e può essere interrotta in qualsiasi momento. L’accesso con Spid, Cie o Cns permette inoltre di proseguire sull’app una conversazione iniziata sul portale, o viceversa.
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Dietro la chat c’è un’architettura multiagente. Un agente principale interpreta la domanda e la indirizza a cinque agenti specializzati: portale, vita in città, anagrafe, scuola e 060606, il numero del Comune. Alle informazioni del sito comunale si aggiungono quelle di Ama, Atac e Roma Servizi per la Mobilità. L’infrastruttura utilizza Microsoft Azure e modelli OpenAI. Fonti, regole di funzionamento e dati restano sotto il controllo di Roma Capitale, secondo quanto dichiara l’amministrazione. Gualtieri indica l’obiettivo: «Rendere la pubblica amministrazione più accessibile e rispondere concretamente alle esigenze delle persone». La verifica sarà nell’uso quotidiano: capire se i tempi annunciati si traducono in pratiche concluse, non solo in risposte più rapide.
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