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Nella nuova Lega l’incognita sono Zaia e Durigon

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Matteo Salvini è stato riconfermato segretario della Lega con 465 su 614 voti contro i 145 di Massimo Garavaglia (avevano diritto 706 delegati).

Il risultato è arrivato al termine di un congresso di tumulti con la fronda dei nordisti che gli ha chiesto l’apertura a una guida collegiale del partito. Garavaglia, che si era candidato appena 10 giorni fa riuscendo a raccogliere non senza ostacoli le 80 firme necessarie, ha chiuso con una percentuale significativa di quasi il 23%. Nel computo delle schede c’erano anche tre bianche e 5 nulle.

Ma dopo la riconferma di Salvini alla guida del Carroccio l’incognita riguarda soprattutto la composizione della segreteria politica, organo introdotto dall’emendamento allo statuto approvato ieri. Si parla con insistenza di un ruolo affidato a Luca Zaia anche se ieri lui stesso si schermiva: “Non ho mai cercato poltrone”. Un ruolo potrebbe certamente andare a Claudio Durigon, il ras del centro sud.

(agf)

“Questo congresso – aveva detto prima del voto Salvini – mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina. Alzi la mano chi ritiene che io abbia questo mandato”. Nel discorso della vittoria smorza i toni e parla di “necessità di tornare alla pace” passando “dal tavolo della diplomazia”.

Salvini ha anche presentato il simbolo del partito con l’Alberto da Giussano e la scritta “Lega Italia federale”. Sparisce, come atteso, la dicitura “Salvini premier”. Si tratta di un vecchio simbolo proposto dal fondatore del partito Umberto Bossi nel 1994, attualizzato. “Se mi darete il mandato per i prossimi 4 anni – aveva detto prima della votazione – proporrò al federale un’idea che era già nella storia della Lega, federale ma senza escludere. Ho recuperato un simbolo di Bossi sia per le europee che per alcune elezioni – ha spiegato Salvini -. Ora per il 2026, per una Lega nuova, protagonista in Italia e in Europa, avanzo una proposta senza Salvini ma con Salvini. ‘Lega Italia federale’. Tiene insieme passato, presente, futuro, siamo la Lega, siamo guerrieri, se serve da soli contro tutti, Davide contro Golia”.

Prima del voto, fonti vicine ai delegati di Massimo Garavaglia avevano chiesto trasparenza: “Sono state date disposizioni ai congressisti di rendere riconoscibile il voto, per esempio scrivendo il nome di Salvini sulla scheda in un modo particolare a seconda della regione di provenienza dei delegati”.

Non sono mancati da parte di Salvini gli attacchi, non solo ad alcuni esponenti della fronda nordista come Massimiliano Romeo, ma anche ai giornalisti di Repubblica e Corriere della Sera accusati di scrivere “cazzate”. “Ho voluto io i giornalisti lontani dalla sala del congresso perché inquinano i delegati e li influenzano” ha rivendicato.

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