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Soldini su nave Life Support, in prima linea per salvare i migranti

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Una breve nota, stringata. “Giovanni Soldini è salito a bordo della Life Support. Sulla nave di ricerca e soccorso gestita dall’organizzazione umanitaria italiana Emergency, Soldini prenderà parte alle attività Sar previste durante la missione 46 nel Mar Mediterraneo centrale”.

“In mare si salvano anche i nemici”

Un imbarco a sorpresa, ma solo per la comunicazione. In realtà, Giovanni ha sempre dichiarato la sua posizione in merito alle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Lo aveva fatto in una intervista a La Stampa del 4 marzo 2023.

«C’è una legge del mare che obbliga a soccorrere una persona in difficoltà. È una norma, ma anche una legge morale, culturale», ci aveva detto il velista. «C’è una convenzione internazionale dell’Onu – aveva precisato -. Ma ci sono leggi in questo senso che arrivano a noi fin dall’epoca dei romani. E che ti obbligano a salvare chi è in difficoltà, anche se è un tuo nemico. Non è lasciando fare al mare il suo mestiere, lasciando morire la gente in mare, la soluzione di un paese civile. Mi sembra evidente». E poi, sui salvataggio “frenati”. «Non è lasciando fare al mare il suo mestiere, lasciando morire la gente in mare, la soluzione di un paese civile. Mi sembra evidente».

C’era stato il caso Cutro, il disastro marittimo avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, quando il caicco “Summer Love” si era infranto contro una secca a pochi metri dalla costa di Steccato di Cutro, in Calabria. Novantaquattro vittime. Soldini ci aveva detto di vivere male queste tragedia. «Perché mi vergogno per il modo con cui mio Paese pensa di affrontare il problema. Noi europei siamo fortunati e dovremmo essere così intelligenti da applicare politiche più intelligenti per affrontare la questione dell’immigrazione. I flussi migratori ci sono sempre stati e da ora in avanti ci saranno sempre più. Solo per il riscaldamento del pianeta, al netto di guerre, rivoluzioni. Se ci sono due tribù nel deserto e una ha l’acqua e l’altra no, è chiaro che quest’ultima vuole l’acqua. Se tu fai fatica a sopravvivere a casa tua ad un certo punto di sposti e sei pronto ad assumerti qualsiasi rischio, anche se ti sparano in faccia. Ecco perché dico che è una questione che va affrontata con un’attitudine diversa. Non così. E’ un modo barbaro e non risolve nulla».

Oggi Soldini è sul campo, nel Mediterraneo, su una nave di una ong. In prima persona.


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