Home Business Csm, Meloni pensa a Di Pietro, il Pd punta sull’avvocato Grosso

Csm, Meloni pensa a Di Pietro, il Pd punta sull’avvocato Grosso

0
2

La suggestione porta il nome di Antonio Di Pietro. A maggior ragione se a votarlo per un posto al Consiglio superiore della magistratura fosse il centrodestra. L’ex pm di Tangentopoli ed ex ministro dei governi Prodi oggi si aggirava per il Transatlantico di Montecitorio, presidiando il territorio in vista del primo voto del Parlamento in seduta comune, previsto domani pomeriggio, per eleggere i dieci componenti laici del Csm. Di Pietro è andato poi a pranzo con Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di Fratelli d’Italia, che segue il dossier per conto di Giorgia Meloni. «Nome interessante, stiamo valutando», confermano dal partito della premier, ricordando come il fondatore dell’Italia dei Valori fosse schierato a sostegno della riforma della giustizia con la separazione delle carriere dei magistrati (poi bocciata al referendum). I meloniani lo voterebbero, ma devono convincere i colleghi di Forza Italia, che non dimenticano il passato di Di Pietro al Palazzo di giustizia di Milano e sono pronti a boicottare la candidatura.

Mentre i forzisti sono fiduciosi di eleggere il loro senatore Pierantonio Zanettin, già componente del Csm (dal 2014 al 2018) che punta al bis e può aspirare anche alla carica di vicepresidente a Palazzo dei Marescialli, sperando di raccogliere consensi anche a sinistra, grazie al suo impegno per una legge sul fine vita, di cui è firmatario. Tra le possibili carte di FdI ci sono anche il costituzionalista Nicolò Zanon, già vicepresidente della Consulta e sostenitore del Sì al referendum sulla giustizia, e il senatore Sergio Rastrelli.

La Lega, invece, sembra orientata a sostenere Francesco Urraro, avvocato ed ex senatore eletto nel 2018 con il Movimento 5 Stelle, poi passato con Matteo Salvini. Visto che bisogna garantire una quota di rappresentanza femminile, in pista per la Lega anche l’ex ministra Erika Stefani e l’ex presidente della Regione Umbria Donatella Tesei. Il tutto ragionando su sette posti a disposizione della maggioranza e tre riservati alle opposizioni, com’è avvenuto nell’attuale composizione del plenum.

Nel centrosinistra c’è un nome forte, quello dell’avvocato Enrico Grosso, già presidente del comitato per il No al referendum e ora impegnato sul fronte dei ricorsi contro la nuova legge elettorale. Se eletto, anche lui potrebbe risultare papabile per la vicepresidenza del Csm. Di certo, è nella lista ristretta del Pd, insieme ai senatori Anna Rossomando e Alfredo Bazoli. Per il Movimento 5 Stelle, si parla della candidatura del professor Giuseppe Corasaniti, mentre Avs, che nella passata consiliatura non ha eletto alcun laico, punta sull’ex consigliera del plenum ed ex deputata dei Verdi Paola Balducci. Per quanto riguarda Italia Viva, invece, tra gli autocandidati spicca il nome di Francesco Bonifazi, deputato fedelissimo di Matteo Renzi.

Domani alle 16.30 la prima votazione, per la quale è richiesta una maggioranza dei tre quinti degli aventi diritto (basteranno i tre quinti dei votanti dal terzo scrutinio). Quasi certamente non ci sarà ancora un accordo su un pacchetto di nomine definitivo, il centrodestra è orientato a votare scheda bianca e a rinviare la partita a giovedì.

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it