È un passaporto italiano il lasciapassare di Flavio Bolsonaro arrivato ieri a bordo di un jet Gulfstream a Miami insieme alla famiglia, la moglie Fernanda e le due figlie adolescenti, Carolina e Luiza, dopo che Trump e il Dipartimento di Stato hanno garantito l’emissione di un visto per risiedere negli Stati Uniti. Le tre donne hanno invece viaggiato con un regolare passaporto brasiliano.
Così dopo Edoardo, terzogenito di Jair, l’ex presidente che sconta 27 anni di reclusione agli arresti domiciliari per il tentato golpe del gennaio del 2023, che vive in Texas ed è stato condannato in contumacia a 4 anni per attività di lobby, anche Flavio probabilmente metterà radici negli Stati Uniti. Troverà terreno fertile visto le relazioni eccellenti con Trump, che ha incontrato in maggio nello Studio Ovale, con la galassia Maga e con il segretario di Stato. Secondo alcune fonti ci sarebbe proprio il capo della diplomazia alla base della fuga da Brasilia del candidato alla presidenza sconfitto domenica al ballottaggio da Lula.
L’avvertimento in un podcast
Il 23 ottobre Edoardo aveva partecipato a un podcast nel quale aveva esplicitamente detto che il fratello sarebbe dovuto scappare se avesse perso. Il suo destino al contrario sarebbe stato quello di un processo e della galera. Flavio è accusato di riciclaggio e di corruzione. All’indomani del voto un’ingiunzione della Corte Suprema l’ha raggiunto mentre era fuori dalla casa del padre Jair. Lì gli è stato intimato di consegnare il passaporto. Non è chiaro se l’abbia fatto. Poco prima in un video il 45enne primogenito dell’ex presidente aveva detto che non sarebbe fuggito.
Forse una dichiarazione per allentare le pressioni e l’attenzione su di lui, perché il piano con cui ha lasciato il Brasile è frutto di una pianificazione meticolosa. Anzitutto il passaporto italiano. I fratelli Bolsonaro hanno chiesto la cittadinanza italiana iure sanguinis nel 2020; l’8 novembre del 2022, nove giorni dopo la sconfitta elettorale del padre – si legge in un’interpellanza presentata ieri da Angelo Bonelli – Flavio ed Eduardo si sono recati presso l’Ambasciata d’Italia a Brasilia per sollecitare la propria pratica. Il 13 giugno del 2025 il governo ha confermato che Flavio, Eduardo e Carlos (il secondogenito, senatore del Partido Liberal) hanno concluso positivamente il processo e ottenuto la cittadinanza italiana. In particolare Flavio l’ha presa nel 2023.
La fuga di Flavio è stata architettata nei dettagli. Un convoglio di quattro auto è partito da Brasilia, Bolsonaro intanto si è reso irreperibile ad alleati e consiglieri per ore. Per depistare, le auto poi si sono separate, due avrebbero raggiunto il punto di confine con l’Argentina e qui Flavio e la famiglia hanno attraversato il Ponte Tancredo Neves a Misiones. Da lì si sono diretti a Puerto Ignazù, nel cuore della cosiddetta Triplice Frontera, snodo di traffici e contrabbando situato il punto di racconto fra Argentina, Paraguay e ad appena 22 chilometri dal Brasile. Un aereo aspettava i quattro sulla pista. Il piano di volo prevedeva lo stop in Ecuador a Guayaquil e poi la partenza per Miami dove Flavio è sbarcato ieri mattina.
L’altra sera Trump, di ritorno dal Texas, aveva confermato di aver approvato la richiesta di visto e fatto capire che Flavio in quel momento era ancora in Argentina, probabilmente proprio in attesa del via libera di Washington. Il presidente Usa ha anche sottolineato che «le elezioni sono state molto strane» in Brasile.
La presenza di metà famiglia Bolsonaro negli Usa potrebbe creare ulteriori frizioni fra Trump e Lula che ha commentato come «una vergogna» la fuga di Flavio. Vicini alla galassia Maga – Eduardo il 28 marzo ha partecipato anche alla Conferenza dei Conservatori del Cpac a Dallas – i due fratelli potrebbero guidare l’opposizione a Lula lavorando dagli Usa e potendo contare su una rete di abbondanti finanziamenti dell’ultradestra.
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