Siamo arrivati a quota nove. Almeno. Nove diversi partiti del campo larghissimo, con un posto ormai prenotato dentro la coalizione. L’ultimo a entrare è stato Rifondazione comunista, accolto con una carezza del Pd, che ha “prestato” al partito di Maurizio Acerbo un senatore (Andrea Crisanti) per costituire una componente parlamentare nel gruppo Misto di Palazzo Madama e ridurre così il numero di firme da raccogliere per presentarsi alle prossime elezioni politiche. «Me l’ha chiesto Schlein», ha spiegato Crisanti, confermando che dietro l’operazione c’è la volontà della segretaria di allargare anche a sinistra e non solo al centro. Del resto, ogni punto percentuale può fare comodo, nella sua corsa verso Palazzo Chigi.
Ma il gioco di sommare i voti spesso non funziona, soprattutto se si mettono insieme partiti con una tradizione politica e una sensibilità programmatica molto diversa. E qui è opportuno il riepilogo: Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva, Più Europa, Partito socialista, Progetto civico Italia, Più Uno e, appunto, Rifondazione comunista. Immaginateli tutti intorno al tavolo del programma. Torna subito in mente l’Unione di Romano Prodi, composta da nove partiti principali, dai Ds all’Udeur, passando per l’Italia dei Valori. Capace di vincere le elezioni nel 2006, ma non di durare a lungo al governo. In squadra, anche all’epoca, c’era Rifondazione comunista e fu proprio un senatore di quel partito, Franco Turigliatto (insieme al collega dei Comunisti italiani Fernando Rossi), a mettere in crisi il governo Prodi sulla politica estera, non votando con la maggioranza a Palazzo Madama sulla missione in Afghanistan e costringendo il Professore alle dimissioni.
Un episodio di vent’anni fa, che però torna alla mente registrando le lamentele di oggi. Di quanti, nel Pd e tra le forze centriste, preferirebbero non imbarcare Rifondazione. Per la verità, anche dalle parti di Avs non sono affatto entusiasti di ritrovarsi a braccetto con Acerbo, che pesca in un bacino di voti contiguo, se non sovrapponibile, soprattutto a quello di Nicola Fratoianni. Non a caso, Angelo Bonelli è stato particolarmente duro con il leader comunista, finito al centro delle polemiche per aver scritto sui social che «inneggiare ad Hamas non è vietato». Per Bonelli, «è una cosa da idioti» e «tocca a Elly Schlein» dire se Rifondazione è ufficialmente nella coalizione. La segretaria Pd non è intervenuta sulla vicenda, nemmeno di fronte alle proteste dei riformisti dem, che hanno ben presente la posizione di Acerbo sul sostegno militare all’Ucraina: «Io sono più contrario di Conte, basta armi», ha dichiarato. I vari Guerini, Sensi o Quartapelle non sentivano il bisogno di rafforzare l’asse di quelli che vogliono smettere di aiutare Kiev. E chissà se sanno che tra i punti del programma di Rifondazione c’è anche l’«uscita dell’Italia dalla Nato».
Di fronte ai legittimi dubbi, i fedelissimi di Schlein tirano fuori una foto sul loro telefonino. Raffigura il simbolo elettorale con cui il campo largo corre alle suppletive per la Camera a Chieti. A metà novembre si assegna il seggio lasciato libero dal leghista Alberto Bagnai, dimessosi dopo la nomina a membro dell’Autorità garante della concorrenza, e il candidato del centrosinistra è il professor Luciano D’Amico, ex rettore dell’università di Teramo e già in corsa alle ultime Regionali (perse) in Abruzzo. Ma il punto non è il candidato, quanto piuttosto le liste che lo sostengono. Dentro il contrassegno elettorale ci sono, stretti stretti e vicini vicini, i simboli del Pd, del M5s, di Avs, di Casa riformista (il nuovo contenitore renziano), di Avanti-Psi e di Rifondazione comunista. Dunque, è il messaggio dal Nazareno mostrando la foto, il dado è già tratto. «Torniamo sulla scheda per le elezioni politiche dopo 20 anni», esulta Acerbo, che ora guarda al 2027 per riportare alla ribalta nazionale «il simbolo con la falce e il martello». Sarà la prova del nove.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it








