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Vino, addio Marvin Shanken: rese famoso Wine Spectator e introdusse i voti in centesimi

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Nel 1979 rilevò Wine Spectator, allora un piccolo giornale distribuito nelle enoteche, e lo fece diventare una rivista seguita da milioni di appassionati. Marvin R. Shanken, editore che ha contribuito a trasformare il mondo del vino e dei sigari, è morto il 29 ottobre a 83 anni. Per oltre cinquant’anni ha influenzato il settore vitivinicolo, avvicinando milioni di americani al vino attraverso un giornalismo specializzato attento alla divulgazione e all’indipendenza editoriale.

Nel 1972 acquistò Impact, una newsletter dedicata all’industria delle bevande alcoliche, trasformandola in una pubblicazione di riferimento per gli operatori.
Nel 1985 introdusse il sistema di valutazione dei vini in centesimi,
contribuendo a offrire ai consumatori uno strumento per orientarsi negli acquisti.

La sua visione andava oltre le recensioni: Shanken ampliò i contenuti della rivista a ristorazione, cucina, viaggi e collezionismo, convinto che il vino dovesse essere raccontato nel contesto delle esperienze che gli ruotano intorno. «Non siamo nel business dell’editoria, siamo nel business dell’educazione», sosteneva.

Nel corso della carriera fondò anche Cigar Aficionado e sviluppò altre pubblicazioni dedicate al mercato delle bevande alcoliche. Nel 1981 lanciò i Wine Spectator Restaurant Awards, per premiare i ristoranti con carte dei vini curate: oggi il programma coinvolge oltre 4.000 locali nel mondo. Un altro progetto centrale fu il Wine Experience, evento annuale di degustazioni e incontri tra produttori e consumatori, i cui proventi sostengono la Wine Spectator Scholarship Foundation. La fondazione ha raccolto oltre 40 milioni di dollari per borse di studio e iniziative formative nei settori del vino e dell’ospitalità.

Shanken difese con convinzione l’autonomia del giornalismo dai condizionamenti commerciali, ribadendo che una testata non dovesse diventare uno strumento promozionale per aziende o territori. Pur alla guida di un gruppo editoriale, continuò a considerarsi soprattutto un direttore, coinvolto nella scelta dei temi e nella costruzione dei contenuti.

Nato nel Connecticut nel 1943, prima di dedicarsi all’editoria aveva lavorato a Wall Street. Con la moglie Hazel amava viaggiare e frequentare ristoranti; era appassionato di cinema, musica e teatro. Lascia la moglie, le sorelle Elaine e Susan, le figlie Samantha, Allison e Jessica e quattro nipoti.

Il suo lavoro ha contribuito a rendere il vino più accessibile al grande pubblico e a rafforzare il legame tra informazione, produttori, ristorazione e consumatori, facendo dell’indipendenza editoriale uno dei principi fondanti della sua attività.

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it