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Due militari, un medico e un infermiere: ecco chi sono le quattro vittime dell’incidente in Bosnia

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I sergenti dell’aviazione Simone Ruggia e Claudio Marchesi. E poi i membri del corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, tenente Franco Adriano Zecchillo e sergente Laura Procacci. Sono loro le quattro vittime dell’incidente in cui è rimasto coinvolto l’elicottero militare italiano precipitato in Bosnia il 29 ottobre.

I due militari Ruggia e Marchesi erano in servizio al Comando aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo. Entrambi erano di stanza al primo reggimento “Antares” del centro addestrativo, la struttura che, con personale volontario provvede alla formazione e addestramento di piloti e tecnici ed allo sviluppo delle tecniche di impiego degli aeromobili. L’ente fornisce anche “pacchetti di capacità” necessari alle Forze Operative Terrestri in patria e nei teatri d’oltremare.

Le altre due vittime, Zecchillo e Procacci, appartenevano al corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. In base a quanto appreso, erano un medico di Orvieto e un’infermiera di Andria, indicata come la prima donna sottufficiale della cittadina pugliese ad aver prestato giuramento nel corpo militare della Cri. Un altro operatore della Cri – un componente del team di evacuazione medica – è rimasto ferito.

A rendere noti i nomi in serata è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto che in una nota ha chiarito l’identità delle vittime in Bosnia: «Abbiamo atteso che la drammatica notizia della morte dei loro cari fosse portata alle famiglie e volevamo evitare che altre centinaia di famiglie vivessero ore di angoscia in attesa di conoscere i nomi delle persone coinvolte. Il nostro momentaneo silenzio non ha impedito che la notizia della scomparsa di 4 nostri militari impegnati nella missione Eufor Althea riecheggiasse provocando la disperazione di centinaia di persone che avevano i loro cari impegnati in Bosnia. Da ore seguo, con lo Stato Maggiore Difesa quello dell’Esercito e il Comando operativo di vertice interforze, le 11 persone ferite ed attualmente ricoverate presso gli ospedali di Brcko e di Tuzla, dove abbiamo inviato personale medico militare italiano per monitorare il nostri ragazzi da vicino. Domani mattina, con il Capo di Stato Maggiore della Difesa raggiungeremo i nostri feriti e gli altri militari in Bosnia, con altri medici militari italiani specialisti. A chi fino a oggi ha servito ed ora ha bisogno andrà tutto il nostro aiuto possibile».

«L’angoscia ed la sofferenza per questo tragico evento cambieranno ciò che avevamo previsto per la Festa della Forze Armate del 4 novembre – ha aggiunto il ministro – A partire dal Villaggio Difesa che domani non verrà inaugurato e che diventerà non più il teatro di una festa di ringraziamento per le Forze Armate ma il luogo dove manifestare, con una preghiera, un fiore, un biglietto o la presenza, la vicinanza ai caduti, Simone, Claudio, Franco e Laura, alle loro famiglie ed alle Forze Armate».

«Il dolore per la scomparsa dei nostri due colleghi è indicibile, stiamo già supportando le loro famiglie» ha detto il presidente della Cri Rosario Valastro.

L’elicottero italiano, un CH-47, era impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor (la Forza militare dell’Unione Europea in Bosnia-Erzegovina) Althea, è precipitato per cause ancora in corso di accertamento.

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