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Juventus, Spalletti non si dimette e prepara la rivoluzione contro il Napoli: chi torna e chi rischia

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Luciano Spalletti non lascia la Juve. Questo è chiaro da sempre, il tecnico bianconero non arretrerà di un passo, sa di giocarsi molto se non tutto contro il Napoli, ma pure in caso di crollo finale dovrà essere mandato via e non sarà lui ad andarsene. Quindi Spalletti non lascia, anzi raddoppia. Cosa? Le soluzioni per provare a rigenerare una Juve che Juve non è più, la full immersion iniziata venerdì nel ritiro scaccia-crisi sta servendo anche per un surplus di lavoro tattico. La prima opzione per affrontare il Napoli sembrava (e forse è ancora) la conferma di un 3-5-2 con il doppio (falso) centravanti Kolo Muani-Woltemade e tutta una serie di novità di formazione che iniziavano dall’esclusione di Cambiaso.

Le prove e i ripescati

Ma alla Continassa è tornato di moda anche il progetto originario di Spalletti, solo momentaneamente accantonato per ridare solidità ai bianconeri: registrate infatti nuove prove di quel 4-3-3 che in corsa può tornare a essere 4-2-3-1 o anche 3-4-2-1 grazie in particolar modo all’eclettismo di Weston McKennie. Tentativi che prevedono anche il rilancio di tutta una serie di giocatori rimasti fin qui saldamente in coda alle gerarchie, a cominciare da Jeremie Boga ed Edon Zhegrova, teoricamente terze scelte sugli esterni d’attacco se non ci fossero stati tutti questi infortuni a complicare i piani di Spalletti e della Juve tutta. Mentre in difesa potrebbe persino rivedersi Juan Cabal, con Teun Koopmeiners pronto a giocarsi l’ennesima ultima chance a centrocampo. Prove tra le prove, che proseguiranno anche in questa vigilia di Juve-Napoli: Spalletti non lascia, anzi raddoppia. E se si gioca tutto vuole farlo a modo suo.

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