Sessanta perquisizioni in 23 città italiane sono state eseguite da Digos e Polizia postale nei confronti di persone sospettate di aver incitato alla violenza su chat e social per le manifestazioni di piazza. Le indagini riguardano messaggi online nei quali sarebbero stati lanciati appelli a compiere azioni violente durante i cortei. Mentre le forze dio polizia riferiscono di 13 agenti feriti durante le manifestazioni di ieri.
I primi effetti si registrano a Bologna, dove durante il corteo per lo sciopero generale Usb la polizia ha identificato circa 300 persone ed eseguito un fermo preventivo. I manifestanti, ieri, hanno forzato il cordone delle forze dell’ordine, riuscendo a entrare in tangenziale. Nonostante il contatto con gli agenti, la Questura ha precisato che non si sono verificati scontri. La Digos sta svolgendo ulteriori accertamenti per individuare eventuali responsabilità.
La giornata di ieri ha visto oltre sessanta piazze italiane che si sono riempite per lo sciopero generale indetto dall’Usb contro il riarmo e il carovita. Studenti, lavoratori, precari, agricoltori e pensionati hanno partecipato a una mobilitazione che ha coinvolto diverse generazioni. Secondo il sindacato, i manifestanti sono stati oltre un milione, mentre il Viminale ne ha contati 255mila. La maggior parte dei cortei si è svolta pacificamente, ma a Roma e Torino la giornata è sfociata in scontri con la polizia.
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Nella Capitale, nei pressi del Colosseo, alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti contro gli agenti e incendiato cassonetti. Nuove tensioni si sono registrate a Trastevere e sul Lungotevere Testaccio, dove sono intervenuti gli idranti. Otto persone sono state fermate per aver tentato di superare gli sbarramenti delle forze dell’ordine. A Torino, in piazza Castello, lanci di uova e bottiglie contro gli agenti, che hanno risposto con cariche, idranti e lacrimogeni. Disordini anche a Mestre, con sette poliziotti feriti, e a Vicenza, dove si sono registrati dieci contusi. A Milano i manifestanti hanno occupato per un’ora e mezza la tangenziale est, provocando pesanti disagi alla circolazione. Lungo la carreggiata sono comparse scritte contro Salvini e Meloni. La protesta ha coinvolto anche i porti, con iniziative contro il traffico di armi in oltre cento scali di 17 Paesi. A Genova e Napoli studenti e lavoratori sono entrati nelle aree portuali senza incidenti.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rivendicato l’efficacia del dispositivo di sicurezza predisposto dal Viminale.
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Il ministro ha sottolineato che il diritto a manifestare pacificamente è stato garantito, nonostante le violenze di alcuni gruppi. Intanto il bilancio della giornata di ieri è stato riassunto così da Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp: «Undici poliziotti e due carabinieri feriti, di cui un poliziotto con una frattura scomposta alla mano che dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico: è il bilancio finale delle manifestazioni di ieri. Ancora una volta il prezzo della violenza nelle piazze lo hanno pagato le divise» scrive in una nota. E aggiunge: «Secondo i nostri dati sono sei i poliziotti feriti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove sono rimasti contusi anche due carabinieri. A Mestre, in particolare, un collega del Reparto Mobile di Padova ha riportato la frattura scomposta della mano con trenta giorni di prognosi e necessita di essere operato nei prossimi giorni. Da questo quadro emerge una modalità ormai ricorrente: le frange violente si separano dai cortei e si muovono in piccoli gruppi moltiplicando i punti di pressione per sfiancare i dispositivi di sicurezza». «L’obiettivo dichiarato è cercare lo scontro e forzare i blocchi per raggiungere i palazzi delle istituzioni, come si è visto a Roma con il tentativo di marciare verso il parlamento e a Torino contro la prefettura – conclude – I dispositivi hanno tenuto solo grazie all’equilibrio e alla professionalità delle forze dell’ordine impiegate in tutta Italia, che hanno respinto i tentativi di sfondamento e tutelato i manifestanti pacifici. Il nostro auspicio, ora, è che tutti i responsabili di questi attacchi vengano individuati e puniti senza sconti».
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