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Quando un giovanissimo Kimi Antonelli recitava sul set con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis

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Il cinema aveva previsto la favola di Kimi Antonelli? Sì, dieci anni fa. Correva l’anno 2016 quando un film italiano fece il suo pit stop nelle sale cinematografiche per raccontare il mondo dei motori, con protagonisti Stefano Accorsi e l’allora esordiente Matilda De Angelis. Ma il debutto sul grande schermo che allora nessuno poteva notare ci fu anche per il neocampione della Formula Uno. Si tratta di “Veloce come il vento”, regia di Matteo Rovere. Veloce proprio come la straordinaria carriera del pilota Mercedes, il più giovane di sempre ad aver vinto ad appena vent’anni il prestigiosissimo titolo. Ed è così che l’intreccio tra cinema e realtà ritrova una centralità in quella che sembra essere una storia degna di un film.

Kimi Antonelli al cinema, il ruolo in Veloce come il vento

“Eccolo Kimi Antonelli che dieci anni fa mi stringe il braccio sul set di Veloce come il vento, pronto ad affacciarsi alla vita. O forse sta solo cercando le chiavi della 205 Gti, già pronto a scappare via in derapata?!”. È quanto scritto da Matteo Rovere sul proprio post condiviso su Instagram in cui allega due foto dal set che lo ritraggono con Kimi, che allora non aveva neanche dieci anni. Ma com’è avvenuto questo incontro? È stato proprio il regista a raccontarlo in un’intervista a Il Resto del Carlino, spiegando che tutto è nato dalla collaborazione con l’Antonelli Motorsport, la scuderia che mise a disposizione delle macchine per le riprese. Fu in quest’occasione che instaurò un rapporto di fiducia, ma anche di amicizia, con il patron Marco Antonelli. Nel film c’è una scena in cui Loris, interpretato da Accorsi, andava fuori da una scuola con il fratellino Nico, portando lui e i suoi compagni a fare un bagno irregolare in una piscina. Tra questi c’era proprio il piccolo Kimi. Rovere ricorda che già allora “era fortissimo con i kart”. Mai avrebbe potuto immaginare fin dove sarebbe riuscito a spingersi. Gli è rimasto impresso il suo comportamento sul set, del tutto anomalo per un bambino così “piccolo”: gentile, educato, curioso e soprattutto paziente.

La storia di Antonelli è pronta a diventare un film?

Se Matteo Rovere dovesse girare un film su Kimi Antonelli, si concentrerebbe sul suo sguardo. Uno sguardo, a sua detta, “da falco pellegrino, sempre pronto a individuare la preda e ad afferrare l’obiettivo”. Così come il suo approccio al racconto della Formula Uno sarebbe meno hollywoodiano, con una particolare attenzione alle dinamiche personali e professionali, fatte di tensioni e delle difficoltà tipiche delle relazioni umane.

Proprio mentre girava “Motorvalley” lo stesso Kimi è passato con il papà a fare un saluto e a curiosare dietro le quinte della serie Netflix. È la stessa piattaforma in cui è possibile trovare “The Seat: una monoposto per Kimi Antonelli”, il documentario pubblicato l’anno scorso, inevitabilmente ritornato in cima alle classifiche, che ripercorre l’ingaggio del giovane Antonelli in Mercedes. 40 minuti incentrati sulla scommessa su un ragazzo di 18 anni che doveva ancora dimostrare tutto in Formula Uno. Una scommessa che oggi sembra ampiamente vinta.

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