Home Business Non soltanto Ucraina, anche fisco e migranti spine nel Campo largo

Non soltanto Ucraina, anche fisco e migranti spine nel Campo largo

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Sarà anche vero, come ripetono dai piani alti del Nazareno, che sono «già d’accordo sul 90% del programma», ma il restante 10% richiederà uno sforzo di sintesi non banale. A cominciare dal noto scoglio del sostegno all’Ucraina, che pare verrà affrontato alla fine. Nei prossimi giorni inizierà il confronto tra i rappresentanti dei partiti del centrosinistra, probabilmente divisi per tavoli tematici.

Gli addetti alle politiche economiche hanno la strada in discesa: partiranno dai ventuno punti della risoluzione comune presentata in Parlamento sul Documento programmatico di finanza pubblica. Proposte pronte per essere rilanciate nel pacchetto di emendamenti condivisi da depositare quando la legge di bilancio arriverà in commissione alla Camera.

Subito il salario minimo, con l’idea di aumentarlo a dieci euro lordi all’ora per adeguarlo all’inflazione. Poi la riduzione delle ore di lavoro settimanali a parità di salario, il congedo paritario per i neogenitori e la nuova versione del reddito di cittadinanza: si chiamerà in un altro modo e avrà il via libera anche dei renziani. Da segnalare, inoltre, la proposta di legalizzare le droghe leggere, spinta da Avs e Più Europa, con l’obiettivo di fare cassa per finanziare scuola e sanità.

Sul terreno fiscale, però, sarà necessario una supplemento di discussione. C’è convergenza su una riforma tributaria orientata alla progressività, con un’imposta sui redditi più favorevole per i giovani lavoratori (la start tax dei renziani). Mentre l’introduzione della patrimoniale sopra i 5 milioni di euro (lo 0, 1% della popolazione italiana), chiesta a gran voce da Avs, non ha sfondato. Giuseppe Conte e i 5 stelle preferiscono intervenire sugli extraprofitti delle grandi società e sulle big tech.

Altro tema da smussare è l’immigrazione, tra i meno “battuti” dai partiti di opposizione nelle loro iniziative parlamentari, a parte le invettive contro il «modello Albania» perseguito da Giorgia Meloni. Conte si è più volte smarcato dal Pd e dall’accoglienza «indiscriminata», suggerendo una «terza via» basata, ad esempio, sull’esame delle richieste di asilo direttamente nei Paesi di transito o origine.

Il Movimento, inoltre, ha chiesto solo di «rinegoziare» il memorandum con la Libia, mentre Pd e Avs vogliono stracciare del tutto l’accordo con il governo di Tripoli per la gestione dei flussi migratori dal Nord Africa. Ma si registrano differenze pure sulle regole per la concessione della cittadinanza, con Elly Schlein e il Pd favorevoli allo “ius soli” (chi nasce in Italia è italiano), mentre i 5 stelle preferiscono lo “ius scholae” (si diventa cittadini dopo un ciclo scolastico di almeno cinque anni).

Qualche frizione ci sarà anche sulla giustizia, perché nel programma M5s viene proposta la reintroduzione del reato di abuso d’ufficio e Italia Viva ha votato con il centrodestra a favore dell’abolizione, molto gradita anche agli amministratori locali dem. Tra 5 stelle e renziani si annunciano scintille anche sulla legge sul conflitto di interessi, uno dei punti considerati dirimenti da Conte, che punta a stanare Renzi rispetto alla sua attività di conferenziere e consulente all’estero.

Poi, come detto, c’è l’Ucraina. Per il M5s e Avs è ora di interrompere le forniture di armi a Kiev per abbracciare totalmente la via diplomatica. Secondo il Pd, il sostegno militare non può essere interrotto ed è la base sui cui costruire una pace giusta. In teoria, da qui non si scappa. In pratica, dipende da cosa si decide di scrivere. E come.

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