Ferrari archivia un terzo trimestre del 2026 con un utile netto di 431 milioni di euro, in crescita del 13% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ricavi netti che sfiorano 1,9 miliardi, in aumento del 7% (che diventa un più 10 punti percentuali a cambi costanti). Ancora: utile operativo a 563 milioni (+12%), con un margine al 29,7% che sale dell’1,3% dal terzo trimestre del 2025, e Ebitda a 753 milioni (+13%).
Anche il free cash flow industriale è sui 567 milioni, più 43 punti percentuali rispetto all’anno precedente, sostenuto dalla redditività e da una variazione positiva del capitale circolante in parte controbilanciata dalle spese in conto capitale. Incrementi a doppia cifra, insomma, per la casa di Maranello. E così l’amministratore delegato, Benedetto Vigna, annuncia che «sulla base di questi solidi risultati rivediamo ulteriormente al rialzo la guidance per l’anno». Dopo i conti, il titolo corre in territorio positivo a Piazza Affari.
Vigna: “Portafoglio ordini fino al 2028”
Poi, Vigna aggiunge: «Il nostro portafoglio ordini raggiunge ora il 2028 e quest’anno abbiamo ancora due lanci in programma. Continuiamo a creare eventi coinvolgenti in tutto il mondo per rafforzare ulteriormente i legami con i nostri clienti e partner attraverso racing, sports cars e lifestyle». I fattori chiave «per mantenere le promesse del nostro ultimo Capital Markets Day», osserva Vigna, sono «unicità, innovazione e focus».
«Le consegne della nostra supercar F80 e le personalizzazioni, guidate dalla famiglia delle Ferrari 296 Speciale, sostengono la robusta crescita finanziaria e riflettono il desiderio sempre più forte dei nostri clienti di rendere ogni Ferrari unica e personalizzata». Proprio le personalizzazioni più significative rispetto «a quanto inizialmente previsto», oltre a «un impatto negativo delle variazioni valutarie inferiore alle attese, al netto degli effetti delle coperture» e «il conseguimento del secondo posto nel Campionato mondiale di Formula 1», hanno portato Ferrari a migliorare le stime del 2026.
Le stime al rialzo
In particolare, i ricavi netti sono rivisti a 7,65 miliardi dai 7,6 della previsione precedente, mentre il free cash flow passa da 1,55 fino a 1,65 miliardi di euro. Attesa per un Ebitda rettificato pari o sopra i 3 miliardi con margine al 39,2% (da 2,97 miliardi e margine al 39%), un utile operativo rettificato uguale o superiore a 2,28 miliardi e margine al 29,8%.
Una guidance, comunque, che si basa «sulla visibilità attuale sugli effetti della crisi in Medio Oriente», riporta una nota. Confermati i maggiori investimenti nel marchio e spese per le attività di racing e trasformazione digitale, più ricavi dalle attività racing e lifestyle, nonché gli ammortamenti aggiuntivi, in linea con l’avvio della produzione dei nuovi modelli.
I numeri del trimestre
Nello specifico, nel terzo trimestre in ambito sports cars, la performance del business ha continuato a beneficiare dell’arricchimento del mix di prodotto e del maggiore contributo delle personalizzazioni. Le consegne si attestano a 3.368 unità. Quelle di Amalfi, 296 Speciale, 12Cilindri Spider e Purosangue sono aumentate, mentre avanza l’accelerazione delle consegne della 849 Testarossa e della 296 Speciale Aperta e sono iniziate le consegne della 849 Testarossa Spider. La Roma Spider, la 296 GTS e la famiglia SF90 XX sono uscite di produzione.
Anche le consegne della F80 sono proseguite in linea con i piani. Crescono poi i ricavi delle attività racing perlopiù grazie all’aumento delle sponsorizzazioni e al contributo positivo della fornitura di motori ad altre scuderie di Formula 1. Le iniziative lifestyle arricchiscono il trimestre, con il lancio della capsule collection dedicata al Gran Premio di Monza, la continua evoluzione delle esperienze personalizzate offerte attraverso Casa Ferrari e le fan zone, nonché il debutto di Sketch Body, progetto distintivo nell’ambito dell’offerta collectibles che celebra l’incontro fra arte, innovazione e tradizione.
Da luglio a settembre, peraltro, i ricavi da automobili e parti di ricambio sono di 1,58 miliardi (+10%), mentre quelli provenienti da sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio di 220 milioni (+7%). Gli altri ricavi si attestano a 90 milioni (+17%). La liquidità netta industriale è di 219 milioni, rispetto a un indebitamento industriale netto di 131 milioni al 30 giugno, e riflette anche il riacquisto di azioni proprie per 173 milioni.
Numeri nei primi nove mesi
Per quanto riguarda le consegne: nell’area Emea, ossia Europa, Medio Oriente e Africa, sono 1.487 (più 38 unità), nelle Americhe 1.050 (più 5), in Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan 143 (meno 105) e nel resto dell’Apac 688 (più 29). Invece, nei primi nove mesi dell’anno, i numeri osservano ricavi vicini ai 5,7 miliardi di euro, +6% dall’anno precedente. Utile operativo oltre 1,7 miliardi, con un margine del 30,2%. Utile netto a 1,3 miliardi (+7%), utile netto per azione diluito a 7,36 euro (+8%), Ebitda a 2,23 miliardi (+8%).
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