Dai detti popolari tramandati di generazione in generazione ai proverbi, fino ai cosiddetti falsi miti che mettono alla prova anche il meteorologo più paziente. Ne volete sentire una? Eccola. «Fa troppo freddo per nevicare». Falsissimo. Provate a pensare alle zone che si trovano sul Circolo Polare Artico: fosse vero questo detto, lì non nevicherebbe mai. Semmai è la composizione del fiocco a cambiare. Oppure, altro detto: “Rosso di sera bel tempo si spera”. Ha un fondo di verità, ma a certe condizioni.
Torniamo al punto. Ai falsi miti e ai tanti detti collegati al tempo e alla meteorologia. Pensate ai nonni di un tempo che lavoravano in campagna: per loro prevedere pioggia o bel tempo era da un lato una scommessa e dall’altro figlio di osservazioni del cielo tramandate da padre in figlio. Le previsioni erano frutto di osservazioni empiriche, non esistevano né palloni sonda da lanciare nella libera atmosfera, né grandi centri di calcolo capaci di sfornare carte meteorologiche precise, come oggi, sulle 24-48 o addirittura a 7 giorni di distanza.
Così, anche i detti e i miti popolari li abbiamo ereditati. Dal ginocchio che fa male è annuncia pioggia al tramonto, tutto rosso, che promette bel tempo. E se il termometro scende troppo, qualcuno è pronto a scommettere che di neve non ne vedremo. Sono previsioni che si tramandano senza bisogno di aggiornare un’app. Alcune, appunto, nascono da osservazioni azzeccate. Altre funzionano soprattutto quando ci ricordiamo delle volte in cui ci hanno preso.
“Fa troppo freddo per nevicare”. Falso.
Può nevicare anche con temperature molto basse. Il punto è che, quando l’aria è molto fredda, a saturazione contiene meno vapore acqueo. Se l’umidità scarseggia, scarseggiano anche i fiocchi. Il termometro, da solo, dice poco su quanta neve potrà cadere. E poi, aria molto fredda, per quanto meno capace di contenere vapore, passando sopra il mare o grandi laghi (come quelli americani) è in grado di caricarsi di umidità a sufficienza da produrre importanti nevicate. Vale anche per le zone appenniniche esposte ai venti freddi da est: la temperatura è fredda arrivando magari dalle steppe russe e attraversando chilometri di distese innevate. Poi, scorrendo sopra il mara (l’Adriatico in questo caso) si carica di umidità ed è in grado di portare importanti nevicate fino sulla costa.
“La pioggia pulisce l’aria”. Vero, almeno in parte.
Le gocce catturano una parte delle particelle sospese e le portano al suolo. La pioggia può rimuovere anche alcuni inquinanti solubili in acqua. Ecco perché dopo una pioggia le concentrazioni di alcuni inquinanti possono diminuire. Traffico e altre fonti di emissione, intanto, continuano a fare il loro mestiere.
“Mi fanno male le ossa, domani cambia il tempo”. Non dimostrato.
Una revisione del 2024 non ha trovato legami coerenti tra le condizioni meteo e le riacutizzazioni di diversi dolori muscoloscheletrici, tra cui quelli al ginocchio e alla schiena. Altri studi hanno rilevato associazioni in persone con artrosi. Ma un’associazione tra meteo e dolore non dimostra che il dolore anticipi il tempo di domani. Il ginocchio, insomma, per ora resta fuori dal bollettino.
“Rosso di sera, bel tempo si spera”. A volte.
Dove le perturbazioni viaggiano soprattutto da ovest verso est, il sole al tramonto può illuminare da ovest le nubi di un sistema che si sta allontanando. In quel caso il proverbio ha una sua logica. Se la circolazione segue un’altra direzione, il colore del cielo può regalare una bella foto e dire poco sul giorno dopo.
“Quando le mucche si sdraiano, sta per piovere”. Falso come previsione.
Il Met Office britannico ricorda che non ci sono prove scientifiche che permettano di usare una mandria sdraiata come segnale di pioggia imminente. Le mucche si coricano per molte ragioni, a cominciare dal riposo. Anche con il sole hanno diritto alla pausa.
“Le pigne si chiudono con l’umidità”. Vero.
Le squame delle pigne mature tendono a chiudersi in ambiente umido e ad aprirsi quando si asciugano. È un movimento dovuto alla risposta dei tessuti all’acqua. La pigna ci dice qualcosa sull’umidità a cui è esposta. Per sapere se domani pioverà serve ancora una previsione.
“Un fulmine non colpisce mai due volte nello stesso punto”. Falso.
Può colpirlo più volte, anche durante lo stesso temporale. Succede soprattutto con strutture alte e isolate, come torri e antenne. Il punto già colpito conserva tutte le caratteristiche che lo rendevano esposto al primo fulmine.
“I lampi senza tuono sono lampi di calore”. Falso.
Quelli che si vedono lampeggiare all’orizzonte nelle sere d’estate vengono da temporali lontani. La luce è visibile da una distanza alla quale il tuono può essere già inudibile. Da dove siamo sembra una serata tranquilla. Sotto quelle nubi è tutt’altra storia.
“Contando i secondi tra lampo e tuono si misura la distanza”. Vero
Si contano i secondi e si divide per tre. Se il tuono arriva dopo nove secondi, la scarica è avvenuta a circa tre chilometri. È una stima della distanza del lampo che abbiamo appena visto. Se sentiamo il tuono, il temporale è già abbastanza vicino da cercare riparo. Spieghiamo meglio: la scarica riscalda di colpo l’aria, che si espande e produce il tuono. Lampo e tuono nascono quasi insieme, ma la luce ci arriva praticamente all’istante, mentre il suono percorre circa 340 metri al secondo. Ecco il conto da fare: dal momento in cui vedi il lampo, conta i secondi fino al primo rumore del tuono e dividili per tre. Se passano nove secondi, la scarica è avvenuta a circa tre chilometri. Stai misurando la distanza di quel fulmine. Il prossimo può cadere più vicino.
“I ponti gelano prima della strada”. Vero, spesso.
Ponti e viadotti sono esposti all’aria anche da sotto e può raffreddarsi più rapidamente dell’asfalto appoggiato al terreno. Se la superficie è bagnata, il ghiaccio può comparire sul ponte mentre il tratto appena percorso è ancora libero. Fra tutti i detti di questa lista, è quello da ricordare prima di arrivare al ponte.
Insomma, come abbiamo visto, molti dei detti popolari e i cosiddetti falsi miti sulla meteorologia sono falsi ma, in alcuni casi, si avvicinano alla realtà. Nel dubbio, vale sempre un consiglio: affidarsi alla scienza.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it






