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Omar Pedrini riapre le porte dell’El Topo Grand Hotel: venticinque anni dopo il viaggio continua

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Ci sono dischi che fotografano un’epoca e altri che costruiscono un mondo. El Topo Grand Hotel, pubblicato dai Timoria nel febbraio del 2001, appartiene alla seconda categoria. Il suo venticinquesimo anniversario non è quindi soltanto un’occasione per celebrare il passato, ma anche per riscoprire uno dei progetti più ambiziosi del rock italiano. Il 6 novembre arriva una nuova edizione speciale, limitata e numerata, dell’album, fortemente voluta da Omar Pedrini, anima e guida della band bresciana che ha segnato una stagione importante della musica italiana.

A distanza di un quarto di secolo, El Topo Grand Hotel conserva il fascino di un’opera fuori dagli schemi. Era il seguito ideale del viaggio iniziato con Viaggio Senza Vento, una nuova tappa del percorso di Joe, il personaggio immaginario attraverso cui i Timoria raccontavano inquietudini, sogni e desideri di libertà. Un disco che attraversava geografie reali e mentali, dall’Italia ad Amsterdam fino al deserto del Messico, popolato da riferimenti e figure apparentemente lontani tra loro: Ugo Tognazzi, Vincent Gallo, Robin Williams nei panni di Mork, il sassofonista James Thompson, la cultura beat e le suggestioni di Carlos Castaneda.

Fu anche uno dei momenti più importanti nella carriera della band. Trainato dal successo di Sole Spento, brano ispirato alla drammatica vicenda di un amico di Pedrini finito in carcere, l’album conquistò il disco d’oro e riportò i Timoria al centro della scena rock nazionale. Nello stesso anno il gruppo aprì il concerto degli U2 allo Stadio delle Alpi di Torino, uno dei riconoscimenti più significativi del percorso della formazione bresciana.

La ristampa non si limita a riproporre il disco. L’edizione celebrativa presenta una copertina rivisitata, un nuovo artwork e un volume che raccoglie testi, fotografie, materiali d’archivio e memorabilia. Tra le novità anche un’anteprima del fumetto ispirato all’universo narrativo dell’album, la cui pubblicazione è prevista nel 2027.

«Ritrovare El Topo Grand Hotel dopo venticinque anni significa tornare alle persone, agli incontri e alle emozioni che lo hanno fatto nascere», ha raccontato questa mattina Omar Pedrini, durante la presentazione nella sede della sua casa discografica. Per il musicista non si tratta semplicemente di celebrare un successo del passato, ma di riprendere il filo di un racconto che univa rock, poesia e sperimentazione culturale. Un lavoro in cui convivevano le parole del poeta Lawrence Ferlinghetti, le suggestioni di Alejandro Jodorowsky, la tromba di Eddie Henderson e la voce della cantante croata Elena Skoko. «Quelle canzoni sono entrate nella vita di chi le ascoltava. È il regalo più bello che possa ricevere un musicista», ha sottolineato.

Le celebrazioni proseguiranno anche sul palco. L’11 novembre, all’Alcatraz di Milano, Omar Pedrini sarà protagonista di un concerto-evento con ospiti dedicato all’anniversario dell’album. Un’occasione per riportare dal vivo quelle canzoni e riscoprire un disco che, venticinque anni dopo, continua a raccontare una stagione del rock italiano in cui l’ambizione non era soltanto scrivere canzoni, ma costruire storie e immaginari capaci di andare oltre la musica.

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