Genova prova a scrollarsi di dosso il record di grande città italiana con il maggior numero di incidenti stradali in rapporto al numero di abitanti: 8127 nel 2024 con 8 sinistri con feriti ogni mille abitanti, davanti ai 7,6 di Roma e i 6,4 di Milano (ultima rilevazione Istat). Nel 2025, secondo i dati della polizia locale genovese, gli incidenti sono calati – 6560 – ma i mortali sono saliti a 19 rispetto ai 13 dell’anno precedente. E nel 2026, a Genova, si sono verificati già due incidenti mortali. Solo nell’ultimo fine settimana, altri 15 incidenti con feriti.
Il Comune corre ai ripari
Saranno le strette e tortuose strade collinari, la forte concentrazione di mezzi a due ruote, i molti cantieri, le poche arterie di scorrimento dove si tende a premere sull’acceleratore, ma il Comune ha deciso di correre ai ripari con un nuovo piano sulla sicurezza stradale. Tre i punti cardine del programma, presentato dall’assessore alla Mobilità Emilio Robotti. Innanzitutto l’istituzione di “zone 30” – strade dove il limite massimo consentito è di 30 chilometri orari – in tutti i nove municipi genovesi. Poi la creazione di “strade scolastiche”, caratterizzate da limiti specifici e potenziamento della segnaletica dedicata nei pressi di 18 istituti. Infine la messa in sicurezza di almeno una cinquantina di attraversamenti considerati ad alto, attraverso lo spostamento delle strisce, una migliore illuminazione o altre modalità.
Il nodo delle “zone 30”
«I dati numerici fanno riflettere sull’urgente necessità dimettere in campo ogni misura a nostra disposizione a tutela della sicurezza di tutti gli utenti della strada – dice Robotti – a partire dall’educazione stradale nelle scuole e una comunicazione mirata alla sensibilizzazione sulle conseguenze dei comportamenti scorretti alla guida». Ma sicuramente la partita destinata a far più discutere è quella delle “zone 30”, da attivarsi in ognuno dei nove municipi entro il 2026. Il Comune ha intenzione di procedere su questo percorso con grande cautela, per evitare intoppi giuridici come quello che, a Bologna ha la sperimentazione “città 30 chilometri” infrangersi contro un ricorso al Tar presentato dai tassisti. «Le strade saranno individuate insieme al territorio e l’attivazione del limite sarà sempre giustificata – spiega l’assessore – per i controlli, eviteremo autovelox fissi tarati al di sotto dei 50 chilometri orari ma opereremo con presidi della polizia locale e telelaser per contestare le infrazioni sul momento».
Le strisce pedonali
Per quanto riguarda le strisce pedonali, sono 90 le bandierine nere sulla mappa della città – tra le strade con più incidenti via Pra’, nel ponente e corso Europa, tra il centro e il levante – ma si partirà con 50 attraversamenti individuati come prioritari. Si stima una spesa di 1,5 milioni ma ne servirebbero altrettanti. Un altro problema è rappresentato dal fatto che a oggi non esiste un vero e proprio catasto degli attraversamenti e questo non aiuta nella programmazione. A livello di risorse, il Comune ha avanzato domanda ad Autostrade per l’Italia per 3 milioni previsti da un patto di risarcimento per la città seguito al crollo di ponte Morandi. Per quanto riguarda le strade scolastiche, si parte con 18 scuole ma l’obiettivo è la messa in sicurezza di 100 istituti entro fine mandato. Su input delle associazioni di ciclisti urbani, come Fiab, l’amministrazione si impegna anche a migliorare la segnaletica e l’illuminazione e promuovere l’uso di biciclette e e-bike per diminuire il numero di auto e moto sulle strade.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it






