Adams non basta, il Toro crolla a Lecce: 2-1

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Due gol presi in due minuti e il rigore del possibile pareggio malamente sprecato al 91’. Il Toro si fa male a Lecce e si fa male da solo, visto come regala il primo successo casalingo ai salentini con una prestazione pessima e piena di errori. La squadra di Baroni doveva reagire dopo l’1-5 incassato lunedì dal Como ed invece cade per la seconda volta contro una squadra che lotta per salvarsi e aveva vinto l’ultima volta davanti ai propri tifosi lo scorso 18 maggio contro i granata. Se il Toro giocasse sempre al Via del Mare, dunque, i giallorossi lotterebbero lo scudetto… Il campo tabù, qui i granata sono retrocessi nel 1989 e nel 2000, non può spiegare tutto: un altro blackout mentale a metà primo tempo ha regalato a Coulibaly e Banda gol che mancavano da fine settembre in casa e quello di Di Francesco era anche tra i peggiori attacchi d’Europa. La rete di Adams a inizio ripresa ha illuso, ma è dal dischetto che Asllani ha sprecato il possibile 2-2.

Coulibaly e Banda in gol

Il ritorno di Israel in porta è la novità più grande di un Toro che recupera Coco e Adams rispetto alla sconfitta di lunedì, ma Baroni sorprende lasciando fuori Ngonge per schierare Gineitis a centrocampo. Il 3-5-1-1 granata con Vlasic trequartista e Adams unica punta è all’insegna della prudenza e il Lecce ne approfitta con il suo 4-2-3-1: dopo i tentativi isolati dello scozzese, tiro da centrocampo fuori di poco al 13’ e colpo di testa debole al 15’, i salentini passano in vantaggio con un micidiale uno-due. Al 20’ Coulibaly trova l’1-0 con una morbida incornata che trova Israel fuori posizione e Maripan in disperato salvataggio sulla linea, mentre al 22’ Berisha fa quello che vuole e poi manda in gol Banda che non segnava da due anni.

L’ingresso di Zapata

Un altro blackout mentale, dunque, manda all’inferno un Toro che reagisce solo al 36’ quando Baroni toglie Gineitis per mettere Zapata e così passare al 3-5-2 più offensivo. I granata alzano il baricentro e così iniziano a creare, senza però trovare la rete per riaprire subito la sfida: al 38’ Coco colpisce troppo debolmente di testa e un minuto dopo Nkounkou prende il palo con un cross fuori misura. Il Lecce è in affanno: Casadei al 40’ calcia alto e Pedersen al 42’ colpisce troppo debolmente di testa, mentre al 45’ il portiere Falcone deve superarsi per respingere l’incornata di Zapata e al 47’ Gaspar salva tutto in area sul tentativo di Nkounkou.

Il rigore sbagliato

Il Toro riesce ad accorciare le distanze al 12’ della ripresa, grazie al tiro di Che Adams deviato da Tiago Gabriel dopo un’azione nata da un recupero di Maripan a centrocampo e ben rifinita da Vlasic. Così Baroni decide di giocarsi il tutto per tutto, mandando in campo Ngonge per Tameze in un 4-2-3-1 dove c’è anche il ritorno della difesa a quattro. Il Lecce si chiude nel bunker e punta sul contropiede, mentre i granata attaccano senza rendersi pericolosi e così al 25’ matura il triplo cambio per sostituire i terzini esausti e schierare Aboukhlal in un 4-2-4 ad alto impatto offensivo. Non succede nulla, però, fino al finale dove il Var sanziona il contatto Morente-Coco in area giallorossa con il rigore che Asllani si fa parare da Falcone al 46’. Lecce resta così un incubo per i granata.


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