Al via il nuovo Btp Valore: rendimenti verso il 3% e un premio alla scadenza

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Il Tesoro torna a bussare alle porte dei piccoli risparmiatori italiani: da lunedì 2 a venerdì 6 marzo (fino alle ore 13) sarà emesso un nuovo Btp Valore, il titolo di Stato pensato per il retail e arrivato alla sua settima edizione. Le caratteristiche sono simili a quelle del passato con durata di sei anni, cedole trimestrali crescenti e meccanismo step-up 2+2+2. Confermato anche il consueto premio fedeltà finale una tantum dello 0,8% per chi acquista questo particolare Btp in collocamento e lo porta a scadenza.

I tassi minimi garantiti dei primi 2 anni, dei successivi 2 e degli ultimi 2 anni, saranno comunicati venerdì 27 febbraio. Al termine del collocamento questi tassi potranno essere solo confermati o rivisti al rialzo, in base alle condizioni di mercato. Come per le precedenti tornate, il Btp Valore potrà essere acquistato esclusivamente dai piccoli risparmiatori attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio consulente in banca o all’ufficio postale.

Le passate emissioni del Btp Valore sono sempre state ben accolte dai piccoli risparmiatori. L’ultima edizione, dell’ottobre 2025, ha raccolto 16,5 miliardi di euro. Piace la formula ma anche il tasso di rendimento proposto. Ma quanto offrirà questa volta il nuovo Btp Valore? «Le emissioni domestiche quotate sul mercato con scadenza simile (sei anni) ad oggi si attestano intorno al 2,80%, offrendo un primo riferimento – spiega Andrea Bencivenni, Portfolio Analyst di Intermonte Advisory & Gestione -. A questo bisogna poi aggiungere un margine che realisticamente potrà essere di circa 15-20 punti base, guardando alla storia recente di questa tipologia di emissioni». Per l’esperto «ragionando su 20 punti base, il rendimento a scadenza per i sottoscrittori in fase di emissione potrebbe atterrare intorno al 3,00%, senza considerare il premio a scadenza dello 0,80% per coloro che deterranno il titolo fino al suo naturale rimborso, che porterebbe 11 punti base addizionali al rendimento complessivo, quindi intorno al 3,11%. L’emissione è destinata al pubblico dei risparmiatori retail, e la convenienza alla sottoscrizione sarà sicuramente maggiore per quegli investitori sicuri di detenere il titolo fino a scadenza, andando quindi ad incassare il premio».

Per attirare sottoscrittori il Tesoro dovrà offrire qualcosa in più rispetto a quanto proposto adesso da analoghi bond sul mercato. «Considerando gli attuali spread compressi, un Btp a 6 anni offre un rendimento di base intorno al 2,8% lordo. Per risultare appetibile, combinando il meccanismo delle cedole crescenti (step-up) e il premio fedeltà per chi lo porta a scadenza, è ragionevole attendersi un rendimento medio annuo finale stimabile tra il 2,8% e il 3,1% lordo – analizza Roberto Rossignoli, Senior Portfolio Manager di Moneyfarm -. A questa cifra andrà ovviamente sottratta la tassazione agevolata del 12,5% per calcolare il guadagno netto reale. Possiamo immaginare una struttura cedolare con valori crescenti nell’intervallo 2,5%-3,5%, ma dipende dalle preferenze del Tesoro». L’esperto ricorda che l’emissione dello scorso ottobre prevedeva un range 2,6%-4%, con incrementi molto marcati.

A chi conviene questa nuova emissione? «ll Btp Valore è un ottimo strumento, ma non è adatto a tutti – dice Rossignoli -. Conviene specificamente a chi ha la certezza di poter bloccare la liquidità per sei anni. Solo tenendolo fino a scadenza, infatti, si incassa il premio fedeltà e si annulla il rischio di mercato». L’esperto ricorda che un rialzo dei tassi dell’1% può bruciare circa il 5% del prezzo se il titolo viene venduto prima. «L’investitore tipo è quello in cerca di tranquillità, che rifugge la volatilità azionaria e cerca la semplicità e la sicurezza della garanzia statale – dice Rossignoli -. Chi diversifica in modo intelligente, ottimizzando la fiscalità senza rinunciare a flussi di cassa, mantenendo però l’esposizione complessiva al “rischio Italia” (azioni, Btp, Bot) sotto il 15-20% del patrimonio totale, per evitare la trappola dell’Home Bias. Non conviene, di contro, a chi lo vede come un parcheggio di liquidità a breve termine, a chi ha già troppi titoli italiani in portafoglio o a chi, su un orizzonte di 6 anni, cerca una vera crescita reale del capitale per battere l’inflazione (obiettivo che richiederebbe altre asset class)».

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