NEW YORK. È l’uomo d’affari emiratino Sultan Ahmed bin Sulayem l’individuo a cui Jeffrey Epstein ha inviato una email riguardo a un “video di tortura”. È la rivelazione che hanno fatto i due deputati, il repubblicano Thomas Massie e il democratico Ro Khanna, dopo aver avuto accesso ai documenti non censurati relativi al caso Epstein. Si tratta di tre milioni di pagine rese disponibili al grande pubblico la scorsa settimana, ma con molte informazioni redatte, mentre i membri del Congresso solo ieri hanno potuto esaminare la versione integrale.
La mail in questione – in cui si poteva leggere solo l’indirizzo e il nome di Epstein – è datata 24 aprile 2009 e diceva: «Dove sei? Stai bene? Mi è piaciuto molto il video della tortura». L’indirizzo e il nome del destinatario erano stati oscurati fino a ieri: dopo l’intervento di Massie e Khanna il Dipartimento di Giustizia li ha resi visibili.
Il vice procuratore generale Todd Blanche si è difeso dicendo che il destinatario era già stato identificato nel fascicolo EFTA00666117, che riporta il nome “Sultan Bin Sulayem” pur oscurando l’indirizzo email. La natura del video con la tortura non è nota. Sulayem è presidente e CEO di DP World, una delle principali aziende di logistica a livello mondiale con sede negli Emirati Arabi Uniti. La sua amicizia con Epstein era già nota così come le mail in cui i due si scambiavano opinioni e consigli su donne. In alcune mail Sulayem descrive a Epstein donne con cui ha avuto relazioni sessuali, mandandogli anche fotografie.
Nel novembre 2023 Sulayem mandò una mail a Epstein con scritto: «A proposito, l’ucraina e la moldava sono arrivate. Grande delusione, la moldava non è attraente come nella foto mentre l’ucraina è molto bella». Nel giugno 2013 un’altra mail con quattro foto attaccate del sultano a Epstein: «Caro Jeffrey, questa è quella con cui sono uscito a Parigi, pensi che sia un lui?». La risposta del finanziere: «Le mani sembrano le mie».
Nel settembre 2015, Sulayem scrive a Epstein di una “ragazza” con cui aveva avuto una relazione, dicendo che era stato «il miglior sesso che avessi mai fatto: un corpo fantastico». In altri documenti si apprende come Sulayem avesse aiutato a organizzare il training per una massaggiatrice russa della “spa privata” di Epstein presso l’hotel Rixos di Antalya, in Turchia, su richiesta del finanziere stesso. Dall’analisi delle email si vede che Epstein e Sulayem sono rimasti in contatto fino a meno di un anno prima della morte di Epstein avvenuta per suicidio nell’agosto del 2019.
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