Il premier spagnolo Pedro Sanchez, che si è opposto con fermezza alla guerra all’Iran mossa da Usa e Israele, ha accolto con favore il raggiungimento di un cessate il fuoco in Medioriente ma ha voluto ricordare le responsabilità di chi ha scatenato il conflitto.
«I cessate il fuoco sono sempre una buona notizia. Soprattutto se portano a una pace giusta e duratura. Ma il sollievo momentaneo non deve farci dimenticare il caos, la distruzione e le vite perdute. Il governo spagnolo non applaudirà chi incendia il mondo solo perché poi si presenta con un secchio d’acqua”, ha scritto su X il leader socialista affermando che «ciò che serve ora sono diplomazia, diritto internazionale e pace».
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Il premier spagnolo Pedro Sanchez si recherà in visita in Cina dal 13 al 15 aprile. Si tratta del quarto viaggio del leader socialista nel Paese asiatico. Questa volta, a differenza delle precedenti, la visita avrà carattere ufficiale e Sanchez sarà accompagnato dalla moglie, Begoña Gómez, che è stata invitata dalle autorità di Pechino. Il viaggio di Sanchez, che si sta preparando da alcuni mesi, arriva in un contesto internazionale convulso e nel pieno delle tensioni tra Madrid e gli Stati Uniti di Donald Trump.
Fonti della Moncloa sottolineano che la visita non va “contro nessuno” e che l’obiettivo non è certo quello di indebolire l’alleanza con gli Usa quanto di rafforzare un’altra alleanza con un attore di peso come la Cina. Il viaggio, aggiungono, è stato organizzato in stretta coordinazione con le autorità europee e si svolgerà da parte spagnola con «pieno spirito europeista». Il cuore della visita sarà martedì 14 aprile quando Sanchez sarà ricevuto sia dal presidente Xi Jinping che dal premier Li Qiang.

Con Xi si prevede che il leader spagnolo affronti i temi di politica estera e geopolitici più caldi, vista la situazione incandescente in Medioriente e la guerra in Ucraina che è entrata nel suo quinto anno, mentre con Li saranno affrontati i temi di carattere bilaterale. La visita sarà un’occasione per la Spagna per cercare di avere maggiore accesso al mercato cinese e di riequilibrare il deficit commerciale con Pechino che nell’ultimo anno e mezzo è aumentato, nonchè di incassare nuovi investimenti cinesi in Spagna.
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