Assegno unico, corsa per evitare i tagli: come fare per ricevere l’importo maggiorato nel 2026

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Le famiglie che già percepiscono l’Assegno unico universale per i figli a carico sanno che il rinnovo dell’assegno è automatico: non c’è bisogno di presentare ogni anno una nuova domanda, ma occorre aggiornare in tempo il proprio Isee perché in caso contrario l’Inps a partire da marzo erogherà solamente il contributo minimo.

Secondo le statistiche circa il 65% degli aventi diritto presenta una Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica) aggiornata entro i primi tre mesi dell’anno.

La scadenza di fine mese

Il termine ultime per presentare un Indicatore della propria situazione economica aggiornato è fissato per il 28 febbraio. Per cui non c’è tempo da perdere, perché si rischia di ricevere per diversi mesi un assegno che può anche risultare dimezzato rispetto al passato.

Cosa succede se non si fa in tempo

Senza una Dsu protocollata entro fine mese, l’Istituto di previdenza non è in grado di applicare le maggiorazioni o gli scaglioni più favorevoli e quindi in automatico eroga il contributo minimo che per il 2026, per effetto della rivalutazione definita dall’Istat per le pensioni e le prestazioni sociali (+1,4%), vale 58,30 euro.

30 giugno, ultimo appello

Se si salta la scadenza di fine mese non si perde però il diritto a ricevere le somme piene. Infatti se l’Isee viene presentato entro il 30 giugno l’Inps riconoscerà gli arretrati, ma solamente a partire dalla mensilità di marzo. In questo caso il conguaglio non è però immediato e può richiedere diversi mesi creando un buco di liquidità nel bilancio familiare che in alcuni casi può essere anche significativo.

Il nuovo Isee

Tra l’altro con l’ultima legge di Bilancio il governo ha introdotto una serie di novità che allargano la platea dei beneficiari dell’Au ed in alcuni casi, modificando i valori finali, consentono di ricevere un contributo più alto rispetto al passato.

In particolare la franchigia sull’abitazione principale sale da 51.500 a 91.500 euro, calcolata sul valore catastale ai fini Imu; il limite arriva a 120.000 euro se l’immobile si trova nel capoluogo di una Città metropolitana; è previsto un incremento di 2.500 euro della franchigia per ogni figlio convivente, a partire dal secondo. Infine la scala di equivalenza viene rivista con maggiorazioni crescenti: 0,10 per due figli; 0,25 per tre figli; 0,40 per quattro figli; 0,55 per i nuclei con almeno cinque figli.

I nuovi importi 2026

La rivalutazione dell’1,4% non comporta solo un piccolo adeguamento degli importi mensili ma rivede al rialzo anche le soglie Isee che determinano la fascia di appartenenza dei nuclei familiari.

L’importo massimo per ogni figlio minorenne con Isee fino a 17.468,51 euro da quest’anno diventa infatti di 203,80 euro al mese, mentre l’importo minimo oltre 46.582,71 euro di Isee si attesta a circa 58,30 euro al mese. La prima fascia Isee si estende fino a 17.468,51 euro, la fascia decrescente opera da 17.468,51 a 46.582,71 euro, oltre questa soglia spetta l’importo minimo.

Le maggiorazioni

Le maggiorazioni restano confermate per le famiglie con almeno quattro figli (150 euro in più al mese), per i nuclei con tre o più figli e bambini tra 1 e 3 anni (aumento del 50% dell’importo con Isee fino a 46.582,71 euro), per i figli con meno di 1 anno di età (aumento del 50%) e per entrambi i genitori lavoratori, 23,3 euro per le madri under 21. Va infine ricordato che l’assegno spetta per ogni figlio minorenne, per i figli tra 18 e 21 anni se studiano o lavorano con reddito basso o sono disoccupati in cerca di lavoro, e per i figli con disabilità senza limiti di età.

I numeri del 2025

Nel 2025, stando all’ultimo rapporto dell’Osservatorio statistico dell’Inps, sono stati 6.305.023 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’Assegno unico, per un totale di 9.976.274 figli. L’importo medio per figlio comprensivo delle maggiorazioni applicabili a dicembre 2025 si è attestato sui 174 euro. In totale l’anno passato sono stati erogati assegni per 19,7 miliardi di euro, in lieve calo rispetto ai 19,9 miliardi del 2024.

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