Faro della Commissione europea su Shein, il marchio di fast fashion cinese è indagato all’Antitrust Ue per presunti abusi dei servizi regolati dal Digital Services Act, la legge europea sui servizi digitali in vigore dal 2024
Le indagini sul marketplace
Tre le aree di indagine. La prima, e quella che Bruxelles ha deciso di trattare con priorità assoluta, concerne la vendita di prodotti illegali: l’indagine verificherà i meccanismi che Shein ha adottato o avrebbe dovuto adottare per impedire che sul proprio marketplace circolino articoli il cui commercio è vietato nell’Unione europea. Tra questi, in modo esplicito, figurano bambole sessuali dalle sembianze infantili, classificabili come materiale pedopornografico. Un’indagine simile è in corso in Francia, dove l’azienda è indagata con l’ipotesi di mettere in commercio armi illegali e bambole sessuali. Il fascicolo Ue non riguarda però un bene in particolare ma i meccanismi del marketplace.
Il dossier
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Il secondo filone per esempio riguarda quello che i regolatori europei definiscono «design che crea dipendenza»: sistemi di punti, ricompense e notifiche pensati per massimizzare il tempo che gli utenti trascorrono sulla piattaforma e incentivarne gli acquisti. La Commissione considera queste pratiche potenzialmente lesive del benessere degli utenti e della tutela dei consumatori, in particolare dei più giovani. Il terzo aspetto investe la trasparenza dei sistemi di raccomandazione.
l’inchiesta
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Cosa dice la normativa europea
Il Digital Services Act obbliga le piattaforme di grandi dimensioni a spiegare agli utenti quali criteri determinano i contenuti e i prodotti che vengono loro mostrati. Ogni utente deve inoltre poter scegliere almeno un’opzione di navigazione che non sia basata sulla profilazione personale. Shein, secondo la Commissione, potrebbe non avere rispettato questi requisiti in modo soddisfacente. Nel caso di prodotti che possano mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini, l’Ue ha il potere di sospendere e vietare le vendite di alcuni beni, tuttavia per il momento, la Commissione ha fatto sapere che non sono previsti stop di alcun genere.
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