Il cuore destinato al bambino napoletano operato il 23 dicembre scorso sarebbe stato conservato durante il trasporto in un normale contenitore di plastica rigida, un box, e non in una scatola dotata di tecnologia per il mantenimento e il monitoraggio costante della temperatura. L’organo si è successivamente rivelato compromesso, probabilmente a causa dell’esposizione a temperature eccessivamente basse.
la storia
Tommaso, i medici divisi sul trapianto. Spunta l’ipotesi di un cuore artificiale
MANUELA GALLETTA
È questo uno degli elementi emersi in seguito al sequestro del contenitore, effettuato dal Nucleo antisofisticazione e sanità (Nas) di Napoli nei giorni scorsi. Tuttavia, secondo quanto trapela, il punto centrale della vicenda non riguarderebbe tanto il tipo di contenitore utilizzato, quanto piuttosto l’impiego di ghiaccio secco al posto di quello normale. Il ghiaccio secco può raggiungere temperature fino a 80 gradi sotto zero e avrebbe quindi causato il danneggiamento dell’organo per congelamento.
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