Bitcoin, prendere o lasciare: ecco cosa fare

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Dai picchi storici ai crolli in pochi mesi. Dopo i record segnati nell’ottobre dell’anno scorso a quota 126mila dollari, il Bitcoin non trova pace. La più popolare delle criptovalute continua a perdere terreno e in poche settimane ha dimezzato il proprio valore.

Venerdì scorso quotava in area 70mila dollari, dopo essere sprofondato nei giorni prima fino ai 65 mila dollari. Secondo gli operatori di mercato, a frenare l’andamento delle criptovalute ha contribuito la prospettiva della nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. L’ipotesi è che possa imprimere una svolta più restrittiva alla politica monetaria, riducendo le dimensioni del bilancio della banca centrale.

Prudenza in primo piano

Un elemento che pesa sul comparto perché gli asset digitali hanno storicamente beneficiato di un contesto di abbondante liquidità. Chi ha investito nei mesi passati in questo asset si trova con perdite a due cifre mentre il sentiment di mercato sembra orientato sulla cautela.

Dall’altro lato, c’è però anche chi pensa che il tonfo degli ultimi mesi possa rappresentare una opportunità di ingresso a prezzi scontati: storicamente, i ritracciamenti passati (spesso oltre il 50%, come nel 2017 e nel 2021) hanno preceduto forti rimbalzi.

La prudenza tuttavia deve restare bene in primo piano. Tra gli esperti c’è chi vede un ritorno degli acquisti ma c’è anche chi sostiene che potrebbero arrivare ulteriori cali. Tra gli analisti c’è chi vede segnali di ritirata dei grandi investitori che nei passati anni avevano sostenuto la forte corsa delle cripto.

«Riteniamo che questo calo più ampio sia dovuto principalmente alle massicce uscite dagli Etf istituzionali. Questi fondi hanno visto defluire miliardi di dollari ogni mese a partire dalla flessione dell’ottobre 2025» sono le analisi degli esperti di Deutsche Bank in una nota ai clienti.

“Segnali di perdita d’interesse”

Gli Etf statunitensi sul Bitcoin a pronti hanno registrato deflussi di oltre 3 miliardi di dollari a gennaio, dopo i deflussi di circa 2 miliardi di dollari e 7 miliardi di dollari di dicembre e novembre rispettivamente. «A nostro avviso, queste vendite costanti indicano che gli investitori tradizionali stanno perdendo interesse e che il pessimismo generale nei confronti delle criptovalute sta crescendo», dicono gli analisti di Deutsche Bank.

Standard Chartered ha recentemente ribadito che il Bitcoin potrebbe ancora scendere verso 50mila dollari prima di una qualsiasi ripresa duratura. Anche Standard Chartered ha evidenziato tra i rischi principali il calo della domanda di Etf e la diminuzione della partecipazione istituzionale.

Per André Dragosch, Head of Research di Bitwise Europe, la recente flessione «è stata determinata principalmente da prese di profitto cicliche e da una rotazione dei capitali lontano dagli asset digitali, aggravate da un contesto macroeconomico “risk-off” e da una serie di shock specifici (incertezza sulle politiche, liquidazioni legate alla leva finanziaria e timori su alcune tecnologie emergenti) che, nel loro insieme, hanno esercitato una forte pressione sui prezzi». Per l’esperto ci sono però diversi argomenti a favore di una rimonta.

Il peso della geopolitica

Tra questi, il sentiment estremo negativo (minimo dal crollo della piattaforma Ftx 2022) segnala potenziali rimbalzi di sollievo, come storicamente accaduto. C’è inoltre un contesto macro favorevole con la crescita della liquidità globale in Usa e soprattutto in Cina.

«Più in generale, la tenuta dei prezzi dell’oro e di altre materie prime appare coerente con un allentamento delle condizioni finanziarie globali (in larga parte riconducibile alla Cina) e potrebbe indicare l’emergere di un regime macro reflazionistico. Storicamente, i regimi reflazionistici sono stati favorevoli alle performance di Bitcoin», dice l’esperto che inoltre vede supporti tecnici solidi a 60mila dollari mai violati nei bear market passati.

Come orientarsi? Per chi non vuole gestire wallet digitali o chiavi private, gli strumenti più semplici e trasparenti restano gli Etp quotati a Piazza Affari o in Europa e Usa. È il caso dell’iShares Bitcoin Etp, lo strumento di Blackrock che permette di investire direttamente nella criptovaluta spot.

C’è poi il WisdomTree Physical Bitcoin Etp, uno strumento fisico su Bitcoin, e il 21Shares Bitcoin Core Etp, altro strumento fisco così come l’Etp Bitwise Physical Bitcoin. Si tratta tuttavia di strumenti che vanno maneggiati con molta prudenza ricordando la forte volatilità delle criptovalute che, in passato, in breve tempo sono passate dai forti rialzi ad ampie perdite.

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