Bitcoin scende a 70mila dollari, valore dimezzato dai record dell’anno scorso

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Il Bitcoin continua a perdere terreno. Nelle prime ore di negoziazione di oggi, il prezzo è sceso di quasi il quattro per cento, attestandosi a poco più di 70mila dollari. Successivamente, il valore della più popolare tra le valute elettroniche è riuscito a recuperare quota, anche se solo di poco. Verso le 10.30 scambiava a 71mila dollari (+0,90%) sulla piattaforma CoinMarketCap. La discesa sembra non finire mentre da inizio anno le perdite arrivano a quasi un quinto del prezzo (-20%) dopo un -6% registrato nel corso del 2025. Il record storico segnato a ottobre dell’anno scorso a 126mila dollari è lontano e da allora le quotazioni si sono quasi dimezzate (-44%). Anche l’Ether, la seconda criptovaluta più grande al mondo, è in discesa e si è portata in area 2mila dollari. Da inizio anno segna un crollo del 30%.

Dai picchi record ai crolli in pochi mesi. Secondo gli operatori di mercato, a frenare l’andamento delle criptovalute ha contribuito la prospettiva della nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. L’ipotesi è che possa imprimere una svolta più restrittiva alla politica monetaria, riducendo le dimensioni del bilancio della banca centrale. Un elemento che pesa sul comparto perché gli asset digitali hanno storicamente beneficiato di un contesto di abbondante liquidità: nelle fasi in cui la Fed ha immesso risorse nei mercati, le criptovalute hanno spesso mostrato una correlazione positiva, sostenute da un ambiente favorevole agli investimenti più speculativi.

Tra gli analisti c’è chi vede segnali di ritirata dei grandi investitori che nei passati anni avevano sostenuto la corsa delle cripto. «Riteniamo che questo calo più ampio sia dovuto principalmente ai massicci ritiri dagli Etf istituzionali. Questi fondi hanno visto defluire miliardi di dollari ogni mese a partire dalla flessione dell’ottobre 2025», hanno detto gli analisti di Deutsche Bank in una nota ai clienti. Hanno aggiunto che gli Etf statunitensi sul Bitcoin a pronti hanno registrato deflussi di oltre 3 miliardi di dollari a gennaio, dopo i deflussi di circa 2 miliardi di dollari e 7 miliardi di dollari di dicembre e novembre rispettivamente. «A nostro avviso, queste vendite costanti indicano che gli investitori tradizionali stanno perdendo interesse e che il pessimismo generale nei confronti delle criptovalute sta crescendo», hanno affermato gli analisti.


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