La Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia e altri 18 Paesi dell’Unione europea, comprese le big Francia e Germania, per non aver presentato il proprio piano nazionale di ristrutturazione degli edifici richiesto dalla direttiva Ue 2024/1275 “Case green”. La scadenza per recapitare la prima bozza era entro il 31 dicembre, come previsto dalle norme comunitarie.
Lo riferisce lo stesso esecutivo europeo in una nota, che sottolinea come «questi piani sono fondamentali per la prestazione energetica degli immobili e a contribuire alla riduzione delle bollette energetiche». Come obiettivo, hanno quello di contribuire alla decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050.
Gli stessi piani devono includere una panoramica del patrimonio edilizio di ciascun Paese per le diverse tipologie di edifici, una tabella di marcia con finalità stabilite a livello nazionale per il 2030, il 2040 e il 2050, uno scenario delle politiche e delle misure da mettere in campo e le esigenze di investimento e delle fonti di finanziamento per la sua attuazione.
Ora le capitali hanno due mesi di tempo per rispondere alle lettere di costituzione in mora (primo passo del pre-contenzioso). Senza una «risposta soddisfacente», Bruxelles potrà decidere di portare avanti l’iter d’infrazione inviando un parere motivato.
L’Italia, fra l’altro, ha a carico 75 procedure di infrazione pendenti con l’Unione europea, di cui 59 per violazione del diritto dell’Unione e 16 per mancato recepimento delle direttive europee. Dopo Spagna (100), Polonia (91), Portogallo (86), Belgio (85) e Bulgaria (83), si tratta del Paese dell’Ue con il maggior numero di casi di infrazione in corso. I quali altro non sono che strumenti per garantire il rispetto del diritto comunitario.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it










