Ci sono le polemiche per i fischi alla bandiera USA e al vicepresidente americano Vance e gli errori-orrori della telecronaca Rai, oltre alle perplessità sul gobbo di Mariah Carey in italenglish e sull’inno di Mameli in playback di Laura Pausini, ma c’è anche la soddisfazione di chi della serata di San Siro vede soprattutto il bicchiere mezzo pieno. Che vuol dire il cameo di Mattarella, accolto da un boato, il discorso di Malagó, applaudito da tutti, e l’Infinito di Leopardi recitato da Pierfrancesco Favino. E poi ci sono anche i numeri. Ad esempio il record di biglietti venduti per una cerimonia olimpica invernale.
L’amministratore delegato di Milano Cortina Andrea Varnier, il mattino dopo, lo rivendica con con orgoglio. «Abbiamo venduto 61.221 biglietti, però abbiamo coinvolto in realtà molte più persone perché circa 10.000 erano presenti nelle cerimonie remote, per cui è un numero straordinario. Una grande sfida di cui siamo molto orgogliosi» dice in conferenza stampa dal Media Center di Milano.
I fischi al numero due Donald Trump? «Ho sentito solo applausi alla delegazione americana» risponde in puro diplomatichese. Anche il presidente della Fondazione Giovanni Malagó, appena arrivato a Bormio per la finale della discesa libera, festeggia e glissa sulle polemiche: «La serata ha avuto un grande riscontro nazionale e internazionale. Mi è sembrata, sinceramente, in pieno stile italiano, con messaggi italiani e tanto senso di orgoglio. Era ciò che volevamo». Gli organizzatori festeggiano anche le performance di Ghali, protagonista delle polemiche della vigilia. «Ho trovato molto belle le immagini del segmento di Ghali, l’intenzione della regia era mettere in risalto l’insieme più che il singolo e credo abbia dato un ottimo contributo alla cerimonia» conferma di nuovo Varnier.
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