Ha centocinque anni, racconta di leggere i giornali senza occhiali e affronta il palco dell’Ariston accompagnata sotto al braccio del figlio. Gianna Pratesi è una delle testimoni di quel 2 giugno 1946, il giorno in cui le donne votarono per la prima volta in Italia per compiere una scelta che avrebbe cambiato per sempre il volto del Paese: il referendum istituzionale. «Ha votato monarchia o repubblica?» chiede Conti, «Vengo da una famiglia di sinistra. Ovviamente Repubblica!»., risponde
«Fatelo un applauso per gli uomini e le donne che hanno perso la vita – ricorda Conti – i nostri nonni, i nostri bisnonni, i nostri genitori, che hanno perso la vita per noi, per la nostra libertà, per darci questa Repubblica che ci permette di essere liberi». Sono cinque minuti di ricordi, che scorrono veloci con un racconto lucido e dettagliato. «Quanta gente!» dice subito stupita la signora Pratesi entrando sul palco. «Sono dei pesci e a me piace nuotare, ho fatto anche una gara che ero giovanissima – racconta –. Mio figlio ha anche la medaglia».
La signora Pratesi ama la musica e suona il pianoforte: «Mi piacciono le canzoni della Vanoni, poi Ventiquattromila baci e poi Mamma Maria dei Ricchi e Poveri». «Il segreto per vivere a lungo non lo so – dice ancora –, ho avuto una bella gioventù, avevamo una famiglia d’oro, poi il mangiare».
La storia di Gianna Pratesi attraversa oltre un secolo di storia, ma l’energia è quella di sempre. Nata a Chiavari, in provincia di Genova nel 1920, è stata scelta dal direttore artistico e conduttore espressamente per celebrare uno dei momenti fondativi della storia nazionale. A 26 anni, Gianna fu tra le prime donne italiane a esercitare il diritto di voto. Genitori antifascisti, un padre che per sottrarsi al regime di Benito Mussolini «scappava per orti» in Val Graveglia, un fratello salvato dalla fucilazione nazifascista. Poi la partenza, a 28 anni, per la Scozia: vent’anni di lavoro come gelataia, dopo aver seguito amici di famiglia e aver sposato uno dei loro figli. Una vita di sacrifici e di integrazione, prima del ritorno nella sua Chiavari. Oggi è un volto noto nella cittadina ligure. Canta, balla, suona il pianoforte ogni giorno. I suoi video sono diventati virali sui social, conquistando anche i più giovani. Dipinge nature morte e scorci marini; le sue opere sono state esposte più volte, l’ultima lo scorso Natale.
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