Con Spalletti bianconeri meno noiosi e più brillanti

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IL COMMENTO

GIOVANNI DE LUNA

La sfida contro la Lazio serviva innanzitutto per capire se (ed eventualmente in che misura) la batosta subita in Coppa Italia contro l’Atalanta avesse intaccato la Juventus. In secondo luogo – così a ridosso dell’annuncio di Yildiz 2030 – poteva risultare utile per cogliere un segnale immediato di «leaderaggio» da parte del numero 10. Per carità, non che finora se ne sia stato in disparte – sennò nessuno avrebbe deciso di quadruplicargli lo stipendio – tuttavia, sai com’è, proprio il giorno successivo al «nuntio vobis gaudium magnum» le aspettative stavano un gradino sopra al solito. E invece, toh, la morale che lascia in dote Juve-Lazio è che nella vita serve anche un po’ di Kalulu. Proprio quando ci si apprestava a chiedersi dove fosse svanita la Juventus, il francese ha incornato un 2-2 che più in extremis non si potrebbe e ha lenito sofferenze e sintomi. Per come è maturato – di cuore e sacrificio – il punticino di ieri dà comunque speranza. Il quarto posto resta salvo: al limite la Roma aggancia, questa sera. Posto, però, che per Spalletti c’è parecchio lavoro da fare se vuole risolvere una serie di disfunzioni che ormai paiono una costante: si produce gioco, si segnano pochi gol e se ne regalano troppi. Il commento dello storico e tifoso bianconero Giovanni De Luna, per la rubrica “Signora si nasce”



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