Da Roma e Milano a L’Avana: la missione europea che porta aiuti e sostegno a Cuba

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Da Fiumicino e Malpensa per Cuba: la delegazione della European Convoy è atterrata a L’Avana. Il volo partito da Roma e Milano si unirà alla flotilla che arriverà a Cuba il 21 marzo. L’iniziativa porta più di 20 tonnellate di medicinali e materiali sanitari, 5 tonnellate solo dalla delegazione europea. La campagna “Let Cuba Breathe” (“Lasciate respirare Cuba”) è stata lanciata da Aicec – l’Agenzia per l’interscambio culturale ed economico con Cuba – di cui fa parte anche Lucilla Chiesa. È tra le persone atterrate ieri alle 22 a L’Avana: «Anche dagli Stati Uniti, via mare e tramite altri convoy, arriveranno donazioni di pannelli solari per diminuire la pressione energetica del Paese». La missione coinvolge delegati di 19 nazionalità con diversi europarlamentari anche italiani: Ilaria Salis e Mimmo Lucano. «È un gesto più che altro simbolico e di speranza nei confronti di un popolo che da tantissimi anni resiste all’embargo e all’imperialismo dello Stato più potente del mondo», racconta Lucano. L’obiettivo è proprio sollevare la popolazione dell’isola dopo l’embargo energetico voluto dagli Stati Uniti. Cuba, dove la rete elettrica sta iniziando a essere ripristinata dopo un blackout lungo 24 ore, rimane sull’orlo del collasso. «Da questa missione ci aspettiamo sicuramente un impatto mediatico importante per riportare l’attenzione su quello che sta succedendo in questo Paese – aggiunge Chiesa -. Il blocco petrolifero imposto da Trump a partire da fine gennaio ha peggiorato sensibilmente la situazione: siamo qui innanzitutto per portare solidarietà politica a questo popolo».

Oltre alla delegazione europea arriverà la Nuestra América Convoy, la flotilla che tra quattro giorni raggiungerà El Malecón, nella costa settentrionale dell’Avana. Nel frattempo, il programma della European Convoy prosegue: «Nei prossimi giorni inizieremo il nostro programma incontrando l’Icap – l’Istituto cubano di amicizia con i popoli – dove conosceremo le attività che svolgono. Visiteremo poi diversi ospedali della città, dove consegneremo alcune delle donazioni che abbiamo raccolto». Sulle orme della Global Sumud flotilla per Gaza, la missione cerca di portare via mare una solidarietà che via terra non arriva. Con gli Stati Uniti che premono per le dimissioni del presidente cubano Miguel Díaz-Canel, Donald Trump ha dichiarato l’obiettivo dell’amministrazione americana: «Credo proprio che avrò l’onore di conquistare Cuba. Sarebbe fantastico. Penso di poterci fare tutto quello che voglio».

Dall’Air Force One di ritorno dalla Florida, Trump ha ribadito le sue priorità: «Stiamo parlando con Cuba, ma ci occuperemo dell’Iran prima di Cuba». Il fattore tempo resta cruciale, mentre frequenti blackout stanno mettendo a rischio i servizi essenziali, limitando il lavoro di ospedali e scuole. La missione portata avanti da “Let Cuba Breathe” denuncia anche la violazione del diritto internazionale: «Dopo oltre sessant’anni di blocco, Trump ha deciso di inasprire ulteriormente le misure contro Cuba, prendendo di mira direttamente le forniture di carburante». Il supporto viene anche da organizzazioni politiche e sindacali, tra cui Cgil, Fiom, Alleanza Verdi-Sinistra e Verdi Europei. La raccolta fondi ha superato i 45mila euro, grazie al contributo di grandi organizzazioni internazionali e di oltre 700 donatori individuali.


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