Il gruppo energetico Edf mette in stand by l’apertura del capitale della controllata italiana Edison a causa delle tensioni sul mercato del gas provocate dal conflitto in Medio Oriente. A rivelarlo ci pensa il quotidiano Les Echos, citando alcune fonti interne al gruppo francese. «Non abbiamo fretta, si tratta di fare bene questa operazione», dice una di queste al principale giornale economico d’oltralpe. Adesso, però, meglio bloccare il progetto.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ma soprattutto la distruzione parziale dell’impianto di Gnl di Ras Laffan, in Qatar, colpiscono direttamente il gruppo francese e la società italiana. «Secondo una recente nota di Kpler, l’80% del loro approvvigionamento di Gnl viene proprio dal Paese del Golfo (anche se Edf ha relativizzato parlando di un 35% complessivo per tutti i tipi di gas). Al momento, sembra in effetti illusorio valorizzare Edison», scrive il giornale francese.
Nei giorni scorsi Reuters ha riportato che gli attacchi iraniani negli stabilimenti qatarioti ha avuto ripercussioni soprattutto sulle forniture alla società italiana. QatarEnergy, azienda energetica dell’emirato, fatto sapere di aver fatto ricorso alla clausola contrattuale di “forza maggiore” per sospendere la fornitura di Gnl all’Italia e ad altri Paesi. Edison ha comunque fatto sapere che non prevede particolari impatti.
Questa situazione colpisce in modo marginale la Francia, che ricorre alle centrali a gas solo nei periodi di picco dei consumi per completare l’energia proveniente dal nucleare e dalle rinnovabili. Diversa la situazione in Italia, dove nel 2024 Edison ha acquistato 13,4 miliardi di metri cubi di gas, il 23 per cento della richiesta nazionale.
«A questo stadio continuiamo a valutare tutte le opzioni possibili, tenuto contro soprattutto dei differenti sviluppi recenti, e seguiamo da vicino l’evoluzione del mercato», ha reagito Edf alla notizia riportata in anteprima da Les Echos.
Edf prevede di aprire il capitale della sua controllata italiana, che detiene dal 2012 e oggi ha un valore di una decina di miliardi di euro, nell’ambito di un piano di cessione degli asset volto a risanare il debito da 54 miliardi di euro e lanciare nuovi investimenti, soprattutto nel nucleare. Tra il 2025 e il 2040 il colosso transalpino dovrebbe mettere sul piatto 460 miliardi di euro per rinnovarsi stando al calcolo fatto dalla Corte dei Conti francese.
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