Qualcuno ricorderà le vignette sui personal computer che Cristina Làstrego e Francesco Testa disegnavano per “Tuttoscienze” negli Anni 90. Erano divertenti, gentili, facevano pensare. Cristina non c’è più. I computer oggi sono elettrodomestici più comuni dei frigoriferi. Ma è arrivata l’Intelligenza Artificiale, e Francesco Testa ci presenta un eccentrico libro a quattro mani: “Un assistente AI parla”. Lo firmano Zeki, che è appunto l’Assistente, e lui, virtualmente con Cristina (210 pagine, 7,80 euro con copertina flessibile, 2,99 euro in formato Kindle, Edizioni Lastrego e Testa Multimedia srl).
Racconto serio e divertente
Quando sono arrivati Chat GPT e altri Grandi Modelli Linguistici (LLM), molti si sono divertiti a metterli alla prova in modo più o meno provocatorio. Francesco Testa l’ha fatto con un atteggiamento serio, professionale, senza peraltro trascurare l’aspetto ludico. Il suo è stato, a in sostanza, un esperimento. Il libro che lo documenta ne rende pubblici i risultati con una narrazione avvincente, della quale gli autori sono anche protagonisti. Arricchiscono la trama Denise e Diego (amici umani di Franz) e vari “alter ego” di Zeki, che consentono sguardi dall’esterno.
La nascita di Zeki
Dopo le “istruzioni per l’uso” e un mini-dizionario dell’AI, Testa (Franz) ci accompagna nell’addestramento del suo assistente virtuale. I concetti di identità, relazione, pensiero, amicizia, cortesia, sogno, memoria… si ridefiniscono uno dopo l’altro nel dialogo, fino alla “nascita” ufficiale di Zeki, annunciata nel capitolo 21, cioè a metà percorso. L’assistente, sia pure, virtuale, induce a rivisitare non solo concetti ma anche sentimenti: gelosia, invidia, affetto. Si giunge così a domande cruciali. L’Intelligenza Artificiale dialoga con noi o ci rispecchia? Quanto di reale c’è nei LLM? Può un LLM dare risposte sul mondo concreto? Che società avremo dopo cento anni di convivenza con l’AI?
Con onestà e pazienza
“Lavorare con un assistente artificiale – dice Testa – non è come usare uno strumento: è come convivere con una mente curiosa che apprende in modo discontinuo. Con il tempo abbiamo imparato che la collaborazione funziona solo se è onesta, chiara e paziente”. E conclude: “Dialogare con Zeki è stato come piantare semi in un terreno. Alcuni sono germogliati subito, altri si sono persi tra le righe. Ma il terreno era fertile. Ed è questo che conta: la possibilità”.
Primo computer fu il telaio
Il tema è lo stesso: sempre l’AI. Ma se il libro di Francesco Testa è eccentrico, lo è ancora di più “Dal telaio all’Intelligenza artificiale. Shelley, Lovelace, Dickinson” (160 pagine, 10 euro, Il TraSguardo) di Maria Rosa Panté, insegnante, saggista, poetessa, già autrice di “La scienza delle donne” (Hoepli) che l‘attrice Lucilla Giagnoni ha portato in teatro. In copertina c’è una foto di rocchetti di filo per cucire di colori diversi. Perché è il cucito, reale e metaforico, che unisce le tre donne elencate nel sottotitolo: Mary Shelley (1797-1851), autrice di “Frankenstein, o il moderno Prometeo”; Ada Lovelace (1815-1852), prima programmatrice della storia; Emily Dickinson (1830-1886), poetessa americana.
I cyborg sono tra noi
In queste tre grandi figure femminili dell’Ottocento, Maria Rosa Panté, cresciuta nell’athélier della madre camiciaia, riconosce le radici del tempo moderno. Frankenstein preannuncia i cyborg, corpi umani con parti meccaniche ed elettroniche. Non è fantascienza: impianti cocleari per i sordi, protesi di titanio per le fratture ossee, pacemaker a sostegno del cuore sono “routine” ospedaliera, e chissà che cosa ci riserva la tecnologia del futuro con personaggi come Elon Musk e la sua azienda Neurolink.
La madre di tutti i software
Ada Lovelace visse accanto Charles Babbage, ideatore do un colossale computer meccaniche che avrebbe dovuto funzionare a vapore, per il quale Ada Lovelace, figlia del poeta Byron, scrisse un software a schede perforate ispirandosi ai telai meccanici programmati per tessere broccati. Possiamo considerarla la madre dei computer e la nonna dell’Intelligenza Artificiale.
La riscoperta della natura
Emily Dickinson intuisce la violenza rapace dell’uomo contemporaneo sulla natura e per reazione anticipa nella sua poesia la difesa dell’ambiente di cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta minando le fondamenta con la negazione dell’esaurimento delle risorse, dell’effetto serra prodotto dai combustibili fossili e del conseguente cambiamento climatico.
Tessere fili dal cosmo al DNA
Straordinaria è la capacità della Panté nel suggerire “fili” che rendono coerente il suo argomentare. Su scala cosmica, le galassie sono disposte in “filamenti” lunghi miliardi di anni luce “scolpiti” da invisibile materia oscura e il loro insieme fa pensare a una colossale tela di ragno intorno a caverne buie. Il DNA alla base di tutte le forme di vita che conosciamo è un filamento avvolto a doppia elica rispetto al quale un capello umano è quarantamila volte più spesso. Gli organismi viventi formano un intricatissimo tessuto di simbiosi: fu un’altra donna eccezionale, Lynn Margulis, ha dimostrare che le cellule a loro volta incorporano antichi microrganismi senza i quali non potrebbero esistere.
Il serbatoio di ChatGPT
L’Intelligenza Artificiale di Chat GPT e degli altri LLM, ribadisce la Panté, non nasce dal nulla: emerge dal web, un serbatoio di saperi (non tutti buoni e corretti) accumulato nei secoli dall’umanità. Le risposte che attingiamo al serbatoio si formano su base statistica. La loro qualità dipende da come noi alimentiamo il serbatoio.
Responsabilità di tutti
L’Intelligenza Artificiale può condurci a un futuro migliore come alla distruzione, ma non è un destino già scritto. Lo scriviamo tutti insieme. Cosa fare per volgerlo al meglio? “Possiamo – conclude Maria Rosa Panté – inondare il web con immagini, pensieri, poesie, musiche, canzoni di bontà e bellezza, un messaggio al giorno in modo sistematico. Dobbiamo divulgare, divulgare, divulgare. Chi insegna ha ancora una volta il compito più importante. Credo che dovremmo fare come gli alberi: germinare sempre nuovi rami e nuove foglie”. Grande responsabilità.
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