«Il 2026 per Stellantis sarà un anno cruciale. Nel Capital Markets Day, il 21 maggio, presenterà il suo futuro, con l’intenzione di essere molto chiara su come intende migliorare come azienda». A dirlo è John Elkann, amministratore delegato di Exor, nella conference call con gli analisti finanziari di martedì 24 marzo sui conti della holding degli Agnelli-Elkann relativi al 2025.
Un anno, quello messo alle spalle, definito «difficile, in un contesto complicato. Stellantis si è riorganizzata e, sotto la guida di Antonio Filosa, sta affrontando le sfide che si presentano». Sull’altro asset automobilistico di Exor, Ferrari, Elkann ricorda come la casa di Maranello «ha già illustrato il suo futuro: vuole crescere, ma restando unica, e il 2026 sarà decisivo con il lancio della prima elettrica, la Luce, alla fine di maggio».
IL CASO
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Passando all’intero gruppo, «il 2025 è stato un anno difficile, ma ora siamo più resilienti – afferma Elkann –. Siamo preparati ad affrontare il 2026», altrettanto «difficile». Il motivo: «Abbiamo meno società nel nostro portafoglio. Vogliamo focalizzarci soprattutto su quelle grandi, dove riteniamo che ci sia più valore. Siamo interessati alla gestione delle aziende, non solo alla loro acquisizione».
Nel 2025 Exor registra un valore netto degli attivi di 33,2 miliardi (diminuito dell’8,1%). Agli azionisti proposto un dividendo pari a 0,49 euro per azione, per circa 100 milioni. Una performance influenzata dalle difficoltà delle principali partecipate, in parte compensate dall’impatto positivo della società Lingotto (raggiunti i 10 miliardi di attivi in gestione), dal contributo della vendita di Iveco e delle società non quotate – compreso il gruppo Gedi –, dal programma di riacquisto di azioni proprie.

«Avere quasi 4 miliardi di liquidità ci mette in una situazione forte. In una situazione di incertezza siamo molto solidi», sottolinea Elkann. Secondo cui «in periodi come quello che stiamo vivendo, è necessario prudenti e pazienti. E noi vogliamo assicurarci di essere sufficientemente pazienti per cogliere la migliore opportunità possibile». Il focus di Exor resta ancorato a «settori come tecnologia, lusso e sanità». Eppure, evidenzia Elkann, «pensiamo di dover essere aperti anche ad altri settori. Non ci precludiamo opportunità migliori, qualora dovessimo trovarle».
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