Figuraccia olimpica: gaffe, errori, scambi di persona. La telecronaca Rai diventa un caso politico

0
1

La «figuraccia olimpica» di Paolo Petrecca e della Rai finirà sul tavolo del Consiglio di amministrazione della tv pubblica. I consiglieri di area centrosinistra, infatti, sono pronti a contestare formalmente al direttore di Rai Sport le modalità con cui ha effettuato la telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Il giorno dopo l’evento, trasmesso in mondovisione (e seguito solo in Italia da oltre 9 milioni di telespettatori), sui social e nel dibattito politico si stila l’elenco degli errori e delle gaffes di Petrecca nelle quattro ore di diretta. Dalla presidente del Cio, Kirsty Coventry, scambiata per la figlia del presidente Sergio Mattarella, a Matilda De Angelis presentata come Mariah Carey, fino alla totale censura del rapper Ghali, mai citato durante la sua esibizione.

Dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della tv pubblica, ai partiti di opposizione, si moltiplicano le critiche a Petrecca e ai vertici Rai, che hanno assecondato la sua decisione di svolgere in prima persona la telecronaca, dopo l’esclusione di Auro Bulbarelli, giornalista sportivo ben più esperto di Olimpiadi e cerimonie, reo di aver anticipato senza autorizzazione la sorpresa che Mattarella aveva in serbo per la serata (l’arrivo sul tram guidato da Valentino Rossi). A posteriori, il cambio al microfono non è stata una gran mossa. «Autoassegnarsi un incarico e poi rivelarsi completamente inadatti a portarlo a termine è solo l’ultima fallimentare iniziativa di un direttore sfiduciato dalla sua precedente testata (Rainews 24, ndr) e, nonostante questo, premiato dalla Rai in vista dell’importantissimo appuntamento olimpico», si legge in un comunicato dell’Usigrai. Roberto Natale, consigliere Rai, tiene a precisare che «la valanga di critiche non deriva dal fatto che Petrecca abbia simpatie di destra, ma dall’incontestabile dimostrazione di inadeguatezza professionale».

Dal Pd dicono che stavolta «Telemeloni ha superato ha superato ogni limite». Secondo Sandro Ruotolo, responsabile Informazione al Nazareno, e Stefano Graziano, capogruppo dem in commissione di Vigilanza Rai, «una televisione piegata alla fedeltà politica invece che alla competenza, alla propaganda invece che alla professionalità non è servizio pubblico. È occupazione. Con il risultato di umiliare lo sport, la Rai e il pubblico che paga il canone». Il deputato Pd Mauro Berruto, ex ct della nazionale di pallavolo, ancora deve capacitarsi del fatto che Petrecca non abbia riconosciuto e nominato, tra gli ultimi tedofori, cinque campioni del mondo con le squadre azzurre del volley, tra cui i capitani Simone Giannelli e Anna Danesi. E cita Gianni Rodari: «Ci sono cose da fare ogni giorno: leggere, studiare, informarsi, togliersi l’ignoranza di torno» . Un pezzo della poesia “Promemoria”, recitata da Ghali durante la sua performance, di cui i telespettatori non hanno avuto alcuna spiegazione. «Mai citato espressamente dal telecronista, mai inquadrato in primo piano, oscurato dal racconto televisivo dopo le polemiche dei giorni precedenti, in cui lo stesso Ghali aveva denunciato una censura preventiva al suo intervento – ricorda Angelo Bonelli di Avs –. Un fatto grave, incompatibile con il ruolo del servizio pubblico. La diretta dell’apertura olimpica è stato uno spettacolo indegno». Stessa valutazione da Nicola Fratoianni: «Credo che mai nella storia della Rai gli italiani abbiano assistito a una scena simile. Un’offesa e un’umiliazione per le migliaia di giornalisti, tecnici, dipendenti del servizio pubblico». Altrettanto duri i parlamentari del Movimento 5 stelle in Vigilanza Rai: «Petrecca conquista senza rivali la medaglia d’oro della sciatteria televisiva. Una figuraccia olimpica – attaccano –. In un’Olimpiade organizzata in casa, il servizio pubblico riesce nell’impresa di essere l’anello più debole dello spettacolo».

Nel centrodestra preferiscono glissare, non si rintracciano in agenzia commenti sulla telecronaca di Petrecca, tantomeno dichiarazioni in sua difesa. Mentre dal governo e dalla maggioranza (ma anche da Elly Schlein) piovono «auguri», «complimenti» e «in bocca al lupo» per il debutto online di ITabloid, il periodico digitale dell’Associazione giornaliste italiane, nata un paio di anni fa con la benedizione della stessa Giorgia Meloni. Tra le fondatrici, infatti, c’è la sua ex portavoce, Giovanna Ianniello, ora al Secolo d’Italia, e altre giornaliste Rai, che hanno fatto carriera negli ultimi tre anni (una è Federica Corsini del Tg2, moglie dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano). Non a caso, la premier è tra le prime a salutare con favore «la nascita di una testata libera», che rappresenta «una garanzia per avere un’informazione vera e professionale». Mica come certe telecronache.

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it